Ciclone Harry, il Pd chiede l'attivazione del Fondo di solidarietà europeo
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Redazione Interno
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Il passaggio del ciclone Harry, tra il 18 e il 22 gennaio, ha impresso un segno profondo nel tessuto economico e sociale di Sicilia, Sardegna e Calabria, regioni che ora devono fare i conti con un panorama di danni ingenti e complessi. La furia degli elementi, definita dai meteorologi "tempesta mediterranea di eccezionale intensità", non ha risparmiato nulla: interi tratti del sistema infrastrutturale costiero sono stati divelti, isolando comunità e paralizzando la viabilità ordinaria e ferroviaria, mentre l'erosione e le mareggiate hanno compromesso l'operatività di numerosi porti, cancellando in alcune aree le basi stesse dell'economia locale, che poggia in larga parte sul turismo balneare e sulle attività agricole.
La situazione nell'isola e la frana di Niscemi
In Sicilia, dove l'emergenza si è ulteriormente aggravata a causa di una vasta frana nel comune di Niscemi, nel Nisseno, la preoccupazione ha assunto toni drammatici. Centinaia di nuclei familiari sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, con interi quartieri che rischiano di essere dichiarati inagibili in via definitiva, una prospettiva che aggiunge il peso di una crisi abitativa di lunga durata al già gravoso bilancio dei danni materiali. L'assessore regionale Sammartino, intervenendo da Agrigento, ha confermato che il governo siciliano sta seguendo la vicenda "insieme al governo nazionale", sottolineando come l'attenzione sia concentrata proprio sull'emergenza in corso a Niscemi, considerata una delle ferite più gravi aperte dal maltempo.
Le prime risposte istituzionali e gli annunci di aiuti
Parallelamente alla gestione dell'urgenza, cominciano a delinearsi i primi tentativi di risposta strutturale. La regione Sicilia, attraverso il governo Schifani, ha approvato un primo bando di sostegno per le imprese, che prevede un contributo a fondo perduto minimo di cinquemila euro, concepito come misura immediata per riattivare le attività bloccate. Questo intervento, tuttavia, è soltanto l'anticipazione di un piano più so, una "fase due" che promette finanziamenti agevolati con una consistente quota a fondo perduto e pre-ammortamenti dilatati nel tempo, uno sforzo economico mirato a tentare di salvare, in particolare, la stagione turistica balneare che rappresenta una risorsa vitale per l'isola. In Calabria, intanto, la presenza annunciata del ministro delle Infrastrutture Salvini a Melito Porto Salvo è stata interpretata dal deputato Mattiani come un "segnale concreto di grande attenzione" da parte dell'esecutivo, a conferma di un impegno che si ripete dopo le calamità passate.
La strada europea sollecitata dal Partito Democratico
Di fronte a una calamità di tale portata, che supera i confini delle possibilità di intervento dei singoli enti territoriali, la politica guarda anche a Bruxelles. Il Partito Democratico, per voce del deputato Lupo, ha formalizzato un'interrogazione per sollecitare l'attivazione del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea, uno strumento creato proprio per supportare gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali di grande entità. La richiesta, inoltrata a fine gennaio, insiste sulla necessità di una "risposta rapida e concreta" da parte delle istituzioni comunitarie, ritenuta indispensabile per coordinare e potenziare gli sforzi di ricostruzione, che altrimenti rischierebbero di mostrare tutta la loro inadeguatezza di fronte alla mole dei lavori necessari per ripristinare la normalità nelle zone devastate.




