Spacex nel Nasdaq 100, l’ingresso e il crollo: flussi passivi e il patrimonio di musk sotto pressione

Spacex nel Nasdaq 100, l’ingresso e il crollo: flussi passivi e il patrimonio di musk sotto pressione
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Redazione Economia Redazione Economia   -   A meno di un mese dal debutto in borsa del 12 giugno, le azioni di SpaceX (NASDAQ: SPCX) sono entrate ufficialmente nel Nasdaq 100 il 7 luglio, un’inclusione resa possibile dalla nuova procedura “fast-track” introdotta dall’indice per le maxi IPO. Il titolo ha così ottenuto l’ingresso dopo appena 15 sedute di contrattazione, contro i tre mesi precedentemente previsti, sfruttando una corsia preferenziale che ha accorciato drasticamente i tempi di attesa per le società di maggiore capitalizzazione. Con un valore di mercato che supera i 2.

100 miliardi di dollari, la società guidata da Elon Musk ha però un peso effettivo nel paniere che si attesta intorno all’1,3%, un dato che riflette la struttura del flottante, limitato a poco più del 4% delle azioni totali a causa della quota predominante detenuta dagli insider. La capitalizzazione utilizzata per il calcolo del peso nell’indice, infatti, non è quella complessiva ma quella basata sul flottante, il che rende la presenza di SpaceX nell'indice piuttosto modesta in questa fase iniziale.

L’effetto dell’inclusione sugli etf e il miliardo di dollari in arrivo

L’ingresso nel Nasdaq 100 ha un effetto immediato e concreto sui flussi finanziari, in quanto i grandi exchange-traded fund (ETF) che replicano l’andamento dell’indice, come i popolari Invesco QQQ e QQQM, sono costretti ad acquistare le azioni della società per allinearsi al nuovo paniere. Si tratta di un meccanismo di domanda passiva che JPMorgan ha stimato in circa 4,3 miliardi di dollari, una cifra considerevole che però, considerando il ridotto flottante, potrebbe generare una pressione rialzista di breve durata.

La cifra, inoltre, va rapportata al dato complessivo di oltre 587 miliardi di dollari di asset benchmarkati sul Nasdaq 100, il che implica che SpaceX, pur rappresentando una fetta modesta dell'indice, beneficerà comunque di un’ondata di acquisti concentrata in un arco di tempo limitato. Nonostante l’effetto positivo atteso, il titolo non ha beneficiato di questo sostegno nella prima seduta da componente dell’indice, anzi, ha subito una brusca flessione, complici forse le aspettative già ampiamente scontate e la fragilità di un flottante che amplifica la volatilità.

L’effetto dell’inclusione, in definitiva, è stato per ora annullato da un contesto di mercato che ha preferito concentrarsi sui fondamentali della società, piuttosto che sulla meccanica dell'indice.

La seduta del 7 luglio e il crollo del titolo

Proprio nella giornata dell’ingresso nel Nasdaq 100, il titolo SpaceX ha subito un tracollo, perdendo quasi il 7% e chiudendo a 149,47 dollari, un valore inferiore al prezzo di debutto di 150 dollari e ai minimi dalla quotazione. Questo calo ha contribuito a ridurre la capitalizzazione di mercato sotto i 2.000 miliardi di dollari, segnando una brusca inversione di tendenza rispetto ai primi giorni di trading, quando il titolo aveva raggiunto un picco di 225,64 dollari, spinto dall’entusiasmo degli investitori retail.

La correzione, secondo gli analisti, è dovuta a un fisiologico assestamento dopo l’euforia iniziale e alla presa di coscienza delle sfide che l’azienda deve affrontare, in particolare la necessità di dimostrare la sostenibilità del suo modello di business a fronte di ingenti investimenti. Il calo, inoltre, è stato amplificato dalla struttura del capitale: con un flottante così esiguo, anche flussi di vendita modesti possono generare movimenti di prezzo sproporzionati, trasformando un semplice ribasso in una vera e propria frenata.

Il crollo del patrimonio di Musk e le coperture rialziste

Il crollo delle azioni SpaceX ha avuto ripercussioni significative sul patrimonio di Elon Musk, che nella sola giornata del 7 luglio ha visto ridursi la propria ricchezza di oltre 58 miliardi di dollari, scendendo a 941,2 miliardi di dollari, a causa della sua partecipazione predominante sia in SpaceX che in Tesla, anch’essa in calo.

Questo movimento, che ha portato il patrimonio del fondatore sotto la soglia del trilione di dollari, è avvenuto nonostante le principali banche d’affari di Wall Street, uscite dal periodo di silenzio imposto dalla SEC, abbiano avviato la copertura del titolo con giudizi estremamente positivi. La nota più ottimista è arrivata da Raymond James, con un target price di 800 dollari per azione, mentre JPMorgan ha parlato di un impatto potenziale di SpaceX sull’umanità “più grande di quello di qualsiasi altra azienda che abbiamo mai visto”.

Gli analisti, tuttavia, si trovano a dover valutare un’azienda con un profilo di rischio complesso, caratterizzata da ingenti perdite operative e da una struttura di controllo fortemente accentrata nelle mani del fondatore, con la divisione Starlink che rappresenta l’unico segmento in grado di generare utili, a fronte dei costi elevati del programma Starship e dell’intelligenza artificiale.

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