Milan, la strigliata di Rabiot dopo il 3-2: "Non possiamo crollare così". Marchegiani: "Può permetterselo"
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Redazione Sport
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Adrien Rabiot non si è accontentato. Il centrocampista francese, autore di una rete e di una prestazione da leader nella sofferta vittoria del Milan sull'Atalanta per 3-2, ha usato parole pesanti nello spogliatoio di San Siro, rivolgendosi ai compagni e alla squadra con una franchezza che a Sky Calcio Club non è passata inosservata. «Abbiamo fatto molto bene il primo tempo, poi negli ultimi trenta minuti abbiamo perso il filo della partita ed è un problema», ha spiegato il francese, aggiungendo che «se facciamo un secondo tempo del genere non vale niente».
La vittoria che rischia di non bastare
Il Milan era salito sul 3-0 grazie al rigore di Gonçalo Ramos, al gol dello stesso Rabiot e alla rete di Gila, prima di subire la rimonta parziale dell'Atalanta con Gaetano e Krstovic, che ha riaperto una partita apparentemente chiusa. Per questo, nonostante i tre punti, il numero dieci rossonero ha messo in dubbio persino la legittimità del successo: «Fortunatamente abbiamo vinto, ma alla fine non so se lo meritavamo così tanto. Per questo sono un po' arrabbiato».
Un concetto ribadito con forza: la squadra non può permettersi di abbassare la concentrazione dopo un primo tempo dominato, perché nel calcio «se perdi la concentrazione rischi di perdere le partite».
La lettura di Marchegiani
A commentare lo sfogo di Rabiot è intervenuto Luca Marchegiani, ospite negli studi di Sky Sport. L'ex portiere ha inquadrato le dichiarazioni del francese in una cornice precisa, quella dei giocatori che all'interno di uno spogliatoio hanno l'autorevolezza per parlare pubblicamente e per farlo senza filtri eccessivi. «All'interno dello spogliatoio ci sono giocatori che possono permettersi di dire pubblicamente certe cose», ha osservato Marchegiani, precisando però che il momento del dopogara amplifica i toni.
L'adrenalina, ha aggiunto l'opinionista, porta a usare parole più dure rispetto a quelle che si sceglierebbero a mente fredda, e la critica non sarebbe rivolta alle sostituzioni, quanto piuttosto a un calo collettivo iniziato prima dei cambi.
Un equilibrio ancora da trovare
La posizione di Rabiot, del resto, non è nuova. Già dopo il pareggio di Reggio Emilia contro il Sassuolo il centrocampista aveva parlato della necessità di crescere sul piano della mentalità, e contro l'Atalanta ha rilanciato lo stesso allarme, estendendolo anche a chi subentra dalla panchina: «Anche quelli che entrano devono fare di più, entrare bene in partita». Il Milan di Amorim resta imbattuto in campionato e si issa al quarto posto con 15 punti, a quattro lunghezze dalla capolista Inter.
Ma la vittoria contro i bergamaschi, arrivata dopo una mezz'ora finale di grande sofferenza e un miracolo di Maignan su Zappacosta, lascia in dote una questione aperta che Rabiot ha scelto di sollevare pubblicamente, senza giri di parole.
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