Spunta un emendamento che rende i medici direttamente responsabili dei danni ai pazienti
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Redazione Interno
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Mentre la manovra economica entra nel suo vivo, un emendamento, a firma della deputata di Noi Moderati Micaela Biancofiore, rischia di stravolgere gli equilibri della responsabilità professionale in sanità. La proposta, che rientra tra quelle segnalate per la discussione, mira infatti a modificare radicalmente l’assegnazione della colpa in caso di danni ai pazienti, facendola ricadere in via principale sul singolo medico, il quale risponderebbe a titolo di responsabilità contrattuale, e non più primariamente sulla struttura sanitaria che lo impiega. Una svolta, questa, che se approvata segnerebbe un netto distacco dai principi introdotti dalla legge Gelli-Bianco, la quale aveva costruito un sistema di tutele e garanzie proprio attorno al rapporto tra professionista e azienda.
Le immediate reazioni del mondo medico
La notizia ha immediatamente scatenato un coro di ferme proteste da parte delle rappresentanze di categoria, le quali parlano, senza mezzi termini, di un “vergognoso attacco frontale” alla professione. Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, ha espresso tutta la sua preoccupazione affermando che con una tale modifica “si tornerebbe indietro anni luce”, evidenziando come si tratti di un pericoloso regresso che minerebbe alle basi la sicurezza legale di chi opera in ospedale e sul territorio. D’altronde, l’idea di dover sopportare il peso di una causa civile, con tutto ciò che ne consegue in termini di oneri assicurativi e pressione psicologica, viene vista come un elemento che potrebbe spingere molti verso la cosiddetta medicina difensiva, con ripercussioni negative sull’intero sistema.
Il paradosso tra scudo penale e responsabilità civile
A rendere la proposta ancor più controversa è il suo porsi in stridente contraddizione con un recente intervento legislativo che, al contrario, era stato accolto con favore dalla categoria. Soltanto pochi mesi fa, infatti, è stata approvata una norma che introduce una forma di scudo penale per i medici, volta a proteggerli da un eccesso di contenzioso in ambito giudiziario. L’emendamento Biancofiore, spostando l’onere della responsabilità sul versante civile e contrattuale, crea un paradosso normativo: da un lato si alleggerisce il carico penale, ma dall’altro si istituisce un nuovo, potente fattore di rischio legale che grava direttamente sulle spalle del professionista, vanificandone in parte gli effetti rassicuranti.
Le critiche delle organizzazioni sindacali
Anche i sindacati di categoria sono scesi in campo con dure prese di posizione. Anaao Assomed e Cimo-Fesmed, in una dichiarazione congiunta, hanno definito “incomprensibile” la replica della senatrice Biancofiore alle loro critiche, sottolineando come la stessa proposta sia stata presa le distanze da esponenti del suo stesso partito. “Fortunatamente”, hanno fatto notare Pierino Di Silverio e Guido Quici, “lo stesso partito della senatrice, attraverso una nota del responsabile Sanità, ha preso le distanze dall’inaccettabile proposta”. Una frattura, questa, che evidenzia le forti perplessità che l’emendamento solleva anche all’interno della maggioranza, lasciando intendere come il suo iter parlamentare potrebbe non essere privo di ostacoli.




