Padova, ragazzino di 13 anni picchiato e derubato dell'iPhone da due minorenni in monopattino

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio di violenza urbana, che rimanda a dinamiche ben note alle forze dell'ordine, si è consumato nel tardo pomeriggio di sabato scorso nel centro di Padova. Nella zona di via Eremitani, non lontano dalla stazione ferroviaria, un tredicenne, in compagnia di un coetaneo, è stato avvicinato da due giovani a bordo di un monopattino. La richiesta, come spesso accade, era quella di consegnare il telefono, un iPhone 15, ma il ragazzo ha opposto resistenza. È stato a quel punto che i due, senza esitazione, lo hanno colpito con calci e pugni fino a strappargli l’oggetto di valore per poi darsi alla fuga, sempre sul medesimo mezzo, in direzione di piazza Garibaldi.

L'intervento immediato degli agenti e la caccia ai responsabili

La risposta amministrativa del questore con il daspo urbano

Parallelamente all’azione penale – che vede i due minorenni rispondere del reato di rapina – il questore Marco Odorisio ha immediatamente attivato un provvedimento amministrativo di carattere preventivo. Entrambi i giovani, infatti, sono stati colpiti da un daspo urbano della durata di tre anni, che ne vieta l’accesso a tutti gli esercizi pubblici e i locali di pubblico intrattenimento in un’ampia zona del centro. L’area interdetta, significativa, comprende il perimetro della stazione ferroviaria, corso del Popolo, corso Garibaldi e piazza Eremitani, ovvero i luoghi nevralgici della movida e della vita cittadina dove più elevato è il rischio di episodi conflittuali. Tale strumento, che non attende l’esito di un processo ma si fonda sul potere di ordinanza del questore, mira a disinnescare potenziali minacce alla sicurezza pubblica, allontanando temporaneamente dalle zone critiche individui ritenuti pericolosi.

Il contesto nazionale dei reati tra minori

L’aggressione padovana, per quanto cruenta, non rappresenta un caso isolato né anomalo nelle statistiche della microcriminalità giovanile. I dati nazionali, del resto, confermano da anni una netta prevalenza dei reati contro il patrimonio, come rapine e furti, all’interno della criminalità minorile. Spesso, come in questa circostanza, l’oggetto del desiderio è uno smartphone di ultimo modello, simbolo di status e bersaglio frequente di aggressioni in strada. La modalità operativa, che prevede l’uso di mezzi di trasporto leggeri e rapidi come i monopattini per avvicinare le vittime e sfuggire al controllo, è diventata una triste costante in molte città, complicando non poco il lavoro delle pattuglie. L’episodio di Padova, dunque, si inserisce in un quadro più ampio, dove la ricerca di facili guadagni si somma a una violenza diventata quasi strumentale, mentre le istituzioni rispondono cercando di bilanciare la repressione penale con misure amministrative immediate.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.