Due minorenni denunciati per il lancio del monopattino a Fuorigrotta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una passeggiata nel tardo pomeriggio di giovedì scorso si è tramutata, senza alcun preavviso, in un evento drammatico per una donna di 67 anni, investita mentre camminava in piazzale Tecchio, a Napoli, da un monopattino elettrico precipitato dal vuoto. Il mezzo, scagliato da un’altezza considerevole – stimata tra i sette e i dieci metri – dal parcheggio sopraelevato dell’edificio che ospita il servizio per le dipendenze, ha colpito la passante con violenza, procurandole traumi tali da richiedere il trasporto d’urgenza, in codice rosso, all’ospedale Cardarelli. L’episodio, che ha immediatamente attirato l’attenzione della cronaca nera per la sua gravità e per le dinamiche apparentemente insensate, ha avviato un’indagine serrata condotta dagli agenti della questura di Napoli, i quali hanno fin da subito concentrato le proprie ricerche nell’area circostante lo stadio intitolato a Diego Armando Maradona.
L’indagine parte dalle telecamere di sorveglianza
Il lavoro investigativo, come spesso accade in simili frangenti, si è sviluppato a partire dalla meticolosa analisi del materiale video raccolto dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona, molti dei quali puntati proprio verso il parcheggio da cui è partito il volo del monopattino. Gli investigatori, setacciando fotogramma per fotogramma le registrazioni, sono riusciti a ricostruire la sequenza dei momenti precedenti il lancio, individuando la presenza di due giovani che maneggiavano il veicolo sulla struttura rialzata. Quel che emerge dalle indagini – le quali hanno permesso di identificare con rapidità i presunti autori del gesto – è un quadro in cui la leggerezza e l’imprudenza, caratteristiche purtroppo non infrequenti in certi atteggiamenti giovanili, hanno prodotto conseguenze di una serietà inattesa, trasformando un gesto impulsivo in un reato di lesioni personali gravi.
I due ragazzi identificati e denunciati
Le persone rintracciate dalle forze dell’ordine sono due minorenni, uno di 15 anni residente nel quartiere del Vomero e l’altro di 16 originario di San Giovanni a Teduccio, entrambi senza precedenti penali. Contro di loro la polizia ha proceduto alla denuncia, a piede libero, per il reato di lesioni gravi, ipotesi delittuosa che tiene conto della pericolosità dell’azione compiuta e dell’entità dei danni fisici riportati dalla vittima. La scelta di lanciare un oggetto pesante da un’altezza tale da costituire un pericolo evidente per chiunque si fosse trovato a transitare nel marciapiede sottostante appare, alla luce degli elementi acquisiti, come il frutto di una valutazione superficiale delle possibili ripercussioni, un atto compiuto senza una chiara intenzione di colpire qualcuno in particolare ma con una totale indifferenza verso l’incolumità altrui, elemento che non sminuisce la responsabilità penale.
Le dinamiche e il percorso giudiziario
Il caso, per quanto chiarito nelle sue linee essenziali riguardo all’identificazione degli autori materiali, prosegue ora lungo il suo iter giudiziario, che vedrà i due minorenni – data la loro età – affrontare le procedure proprie del tribunale per i minorenni. Quel pomeriggio a Fuorigrotta ha lasciato un segno profondo, non solo nella vita della donna ferita, il cui stato di salute ha ovviamente occupato la prima fase delle preoccupazioni, ma anche nel tessuto di un quartiere che si è trovato a fare i conti con un episodio di violenza urbana gratuita e destabilizzante. L’efficacia delle indagini, comunque, ha dimostrato come il coordinamento tra il lavoro sul campo e l’utilizzo delle tecnologie di sorveglianza possa portare a risposte celeri, offrendo un primo elemento di certezza in una vicenda che aveva generato allarme e perplessità tra i cittadini.




