Chevrolet rilancia la Corvette Grand Sport 2027 con un nuovo V8 6.7 e una versione ibrida, la Grand Sport X
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La lunga attesa, per gli appassionati della specie, si è conclusa con un annuncio che riporta in auge uno dei nomi più iconici nella storia delle corse americane. Chevrolet ha ufficialmente presentato la Corvette Grand Sport per l’anno modello 2027, affiancandola a una variante inedita, la Grand Sport X, che va a ridefinire gli equilibri interni alla gamma della sportiva di Bowling Green. Questa doppia introduzione segna un passaggio cruciale per la generazione C8, nata nel 2020 con lo storico (e per alcuni traumatico) passaggio al motore centrale, e ora intenzionata a colmare un vuoto che molti estimatori avevano sentito come una mancanza inaccettabile: quello di una versione capace di unire la vocazione racing alla fruibilità quotidiana, senza per questo dover necessariamente abbracciare l’elettrificazione spinta o i regimi da competizione della Z06.
Il cuore pulsante di questa rinascita è rappresentato dal nuovo propulsore LS6, un V8 aspirato da 6.7 litri (409 cui in) che abbandona la precedente unità da 6.2 litri per offrire prestazioni inedite nell’ambito dei motori aspirati del marchio. Con una potenza massima di 535 cavalli e un picco di coppia di 520 lb-ft (circa 705 Nm), la nuova Grand Sport si guadagna immediatamente il Titolo di V8 aspirato più torquato mai prodotto da Chevrolet per la Corvette, superando persino il leggendario 7.0 litri della generazione C6. I tecnici, come rivela la scheda tecnica, hanno lavorato su un rapporto di compressione elevato (13,0:1), un farfallato da 95 millimetri e un sistema di aspirazione tunnel-ram, il tutto gestito da una centralina elettronica dichiaratamente 44 volte più rapida rispetto al passato, per garantire una risposta al pedale più lineare e pronta. Il tutto, naturalmente, rimane abbinato al cambio a doppia frizione a otto rapporti e alla trazione posteriore, preservando l’impronta da purosangue che ha sempre contraddistinto questa particolare declinazione del modello.
L’eredità della Grand Sport, del resto, non si è mai basata solo sulla potenza bruta. Nata nei primi anni Sessanta per mano dell’ingegnere Zora Arkus-Duntov con l’obiettivo di contrastare le Shelby Cobra, la versione originale della C2 era un concentrato di ingegneria votata alla leggerezza e alla tenuta di strada, tanto che i cinque esemplari costruiti (o sei, a seconda delle fonti storiche che si consultano) divennero ben presto oggetto di culto per la loro rarità e per la loro natura “proibita”, sviluppata nonostante il divieto della GM di partecipare ufficialmente alle competizioni. Proprio questa filosofia viene recuperata oggi: la Grand Sport 2027 si posiziona idealmente tra la Stingray di base e la Z06, adottando le soluzioni di assetto e la carrozzeria dalla Z06, ma abbinandole al nuovo motore “base” potenziato. Di serie, la vettura monta il sistema Magnetic Ride Control e una specifica Touring, ma la vera versatilità emerge con i pacchetti opzionali Z52: il Performance Package irrigidisce le sospensioni e monta pneumatici Michelin Pilot Sport 4S, mentre il Track Package aggiunge freni carboceramici, pneumatici Cup 2R e una dotazione aerodinamica in fibra di carbonio che ne esalta la vocazione per l’uso in pista, senza però mai snaturarne l’anima da granturismo.
A rappresentare il futuro tecnologico della famiglia, però, arriva anche la Grand Sport X, una sorta di testamento della filosofia ibrida già sperimentata con la E-Ray, ma ulteriormente affinata. Se la Grand Sport classica strizza l’occhio ai puristi del V8 aspirato, la GSX introduce un asse anteriore elettrificato che, combinato al nuovo LS6, sprigiona una potenza complessiva di 721 cavalli. Il sistema eAWD, che riprende la componentistica dalla più esclusiva ZR1X, non solo abbassa il baricentro ideale e migliora l’erogazione in uscita di curva, ma offre anche modalità di guida specifiche per l’utilizzo in pista, come la Endurance per la gestione della batteria sui lunghi stint o la Push-to-Pass per avere una spinta extra in determinate situazioni. In questo modo, Chevrolet riesce a offrire due interpretazioni parallele ma profondamente diverse dello stesso concetto: da un lato la purezza meccanica di un grande V8 anteriore-centrale che scandisce il tempo con la sua melodia, dall’altro la complessità tecnica di una supercar a trazione integrale capace di sfruttare l’elettrico per esaltare la meccanica.




