Andrej Babiš, il patriota che guarda a Bruxelles, punta alla vittoria nelle elezioni ceche
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Redazione Esteri
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Mentre i cittadini cechi si apprestano a rinnovare la Camera dei Deputati, che si compone di duecento seggi, la scena politica è nuovamente dominata dalla figura di Andrej Babiš. L’imprenditore, la cui fortuna è nota a tutti, guida infatti il partito ANO, il cui acronimo, non a caso, in ceco significa “sì”. Dopo aver ceduto, nel 2021, la guida del governo a Petr Fiala – il quale, è bene ricordare, si è alleato con Giorgia Meloni all’interno del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei –, Babiš si presenta oggi con un’etichetta rinnovata, quella di cofondatore dei Patrioti per l’Europa, un movimento che annovera, tra i suoi sodali, anche Matteo Salvini.
Le elezioni e i sondaggi
Le elezioni, che si terranno il 3 e il 4 ottobre, segnano il termine naturale di una legislatura e si prospettano come un banco di prova decisivo per le sorti del paese. I sondaggi, sebbene mostrino un leggero calo dei consensi per ANO, continuano a indicare Babiš come il favorito per la vittoria, seppur con un margine ridotto. Alcuni di essi, pubblicati prima del voto, rilevano come il suo partito abbia mantenuto un vantaggio, seppur assottigliato, sul blocco di centrodestra SPOLU, che è guidato dall’attuale premier Fiala.
Uno stile populista e lo scenario europeo
Il ritorno in grande stile dell’imprenditore, che molti osservatori internazionali hanno spesso paragonato a Donald Trump per il suo stile populista e la sua retorica anti-establishment, introduce elementi di incertezza nello scenario europeo. La sua nuova collocazione politica, all’interno di una formazione sovranista come i Patrioti, fa sorgere interrogativi sulle future dinamiche all’interno del parlamento di Bruxelles, dove potrebbero rafforzarsi quelle voci critiche verso le politiche comunitarie, alcune delle quali si sono già manifestate in modo evidente in nazioni come l’Ungheria.
La campagna elettorale e la mobilitazione del consenso
La campagna elettorale, che si è svolta in un clima di forte polarizzazione, ha visto Babiš concentrare la propria narrativa su temi economici e sulla sovranità nazionale, attaccando con vigore l’operato della coalizione uscente. Senza entrare nel merito di giudizi o reazioni, è evidente come il suo messaggio abbia trovato un certo ascolto in una parte dell’elettorato, stanco delle attuali politiche. La sua capacità di mobilitare il consenso, del resto, era già stata dimostrata in passato, quando il suo movimento seppe catalizzare il malcontento di molti, trasformandolo in un successo elettorale.




