Gasperini: “Nel primo tempo ho visto tanta Roma”. Poi il crollo, e il quarto posto diventa un miraggio
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Redazione Sport
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La notte di Pasqua a San Siro consegna l’ennesima conferma di un tabù che per Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, sembra non avere fine: l’Inter in trasferta è un macigno. Il 5-2 subito dai nerazzurri, nel big match della 31ª giornata di Serie A 2025-26, non racconta soltanto una differenza tecnica sul campo, ma anche un cedimento mentale che l’allenatore stesso ha descritto con un’amarezza a tratti palpabile. «Nel primo tempo ho visto tanta Roma», ha dichiarato ai microfoni di Dazn, sottolineando come la sua squadra, nonostante il gol subito dopo trenta secondi, fosse riuscita a tenere testa alla corazzata di Simone Inzaghi. Un’autentica partita dentro la partita, insomma, nella quale i giallorossi hanno mostrato personalità e gioco, almeno fino a un certo punto.
L’illusione del primo tempo e il crollo dopo il terzo gol
Aver chiuso il primo tempo in svantaggio per 2-1 – questa la sintesi del rammarico di Gasperini – si è rivelato «un brutto colpo per il morale». Il tecnico, che in 19 incroci contro l’Inter lontano dal Meazza ha collezionato 14 sconfitte e 5 pareggi, ha provato a leggere la débâcle come una crisi improvvisa, quasi incontrollabile: «Dopo il terzo gol siamo andati in tilt». Un’ammissione che pesa, perché trasforma una sconfitta pesante in un problema di tenuta psicologica. Dal 3-1 in poi, ha spiegato, «è stata solo sofferenza», con la Roma spenta, incapace di reagire alla superiorità avversaria. Eppure, proprio l’inizio shock – la rete subita dopo trenta secondi – non aveva impedito ai suoi di reagire, di prendere in mano la situazione e di illudere chi guardava. Pellegrini, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha offerto una lettura speculare: «L’Inter è veramente forte ed è allenata bene. Non siamo fragili, altrimenti…», ha tagliato corto il capitano, preferendo sottolineare la qualità dell’avversario piuttosto che le debolezze proprie.
Il quarto posto come obiettivo dichiarato, ma con un realismo amaro
Nonostante il tonfo di San Siro, Gasperini non ha gettato la spugna sulla rincorsa alla Champions League. «Il quarto posto è difficile», ha ammesso, ribadendo però che «daremo tutto per centrare l’obiettivo». Una formula che sa più di dovere che di certezza, considerando il distacco – l’Inter stessa, vincendo, si è riportata provvisoriamente a +9 sul Milan in classifica – e le prestazioni altalenanti della sua Roma. L’allenatore ha voluto distinguere tra ricostruzione e rinforzo: «Questa squadra non va ricostruita ma rinforzata». Un messaggio chiaro alla società, quasi un invito a non stravolgere quanto di buono mostrato a sprazzi, a cominciare da quel primo tempo definito «molto buono». Peccato che nel calcio, si sa, i novanta minuti contino interi.
Un tabù che si allunga, tra numeri e prestazioni
Per Gasperini, il Meazza resta un fortino inespugnabile. Il bilancio complessivo contro l’Inter in trasferta è impietoso e parla di 19 partite senza una vittoria. Eppure, nella sconfitta di Pasqua, il tecnico ha voluto cercare un’eccezione: «Ho visto una bella Roma nel primo tempo – ha ripetuto – e penso sia l’unica cosa positiva oggi». Pellegrini stesso ha confermato la sensazione, parlando di una squadra capace di «prendere in mano la situazione contro la squadra più forte del campionato», nonostante il gol subito immediato. La fragilità, a suo dire, non è strutturale: «Non siamo fragili, altrimenti…» – la frase resta sospesa, lasciando intendere che il crollo sia stato più episodico che sistemico. Resta il fatto che, dopo il 2-1 subito allo scadere del primo tempo, la Roma è entrata in una spirale negativa dalla quale non è più uscita. Il 5-2 finale, con la differenza reti che pesa anche in ottica classifica, consegna ai giallorossi una Pasqua amara e l’ennesima lezione di umiltà.




