Il sogno di Giada D'Antonio: una sedicenne campana debutta nella Coppa del mondo
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Redazione Sport
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Quando il cancelletto si è aperto a Semmering, sulle piste austriache della Panorama che hanno visto trionfare, nel corso degli anni, nomi del calibro di Deborah Compagnoni o Mikaela Shiffrin, per Giada D'Antonio è iniziato un viaggio che va ben oltre la singola discesa. La sedicenne, originaria di San Sebastiano al Vesuvio, ha infatti scritto una pagina di storia per lo sci campano, divenendo la prima atleta della sua regione a calcare il palcoscenico più prestigioso, quello della Coppa del mondo di sci alpino. Un traguardo raggiunto senza il passaggio obbligato attraverso la Coppa Europa, un salto diretto dalle categorie giovanili al gotha dello sci internazionale che pochi possono vantare.
L'emozione di un esordio storico
La sua gara, uno slalom tecnico e impegnativo, si è conclusa lontano dalle posizioni che consentono l'accesso alla seconda manche, ma le sue prime parole dopo l'arrivo hanno raccontato un'esperienza comunque positiva. "Felice nonostante il risultato", ha affermato la sciatrice, definendo la sua prova "una lotta" su un tracciato particolarmente difficile. Quella che ha descritto come una certa ansia al via, legata al desiderio di esprimere comunque il proprio potenziale, si è trasformata alla fine in un sorriso, sintomo di un battesimo del fuoco superato con lo spirito giusto, consapevole di stare, come lei stessa ha suggerito, "iniziando a scrivere una storia".
Il contesto di un fine anno promettente per l'Italslalom
L'esordio di D'Antonio si è inserito in un contesto di fine anno che ha visto emergere anche altre novità per la squadra italiana. Nelle stesse giornate di gare in Austria, infatti, ha debuttato nel circuito maggiore anche Anna Trocker, la quale, partendo con il pettorale numero 63 nel gigante, ha sfiorato una qualificazione che pochi avrebbero scommesso. Nel complesso, la squadra azzurra ha ottenuto due passaggi sui sette disponibili per la seconda manche dello slalom, che ha poi visto Martina Peterlini concludere in quindicesima posizione. Questi elementi, nel loro insieme, delineano un panorama di giovani forze che iniziano a muovere i primi passi nel circo bianco, arricchendo il bacino di atlete a disposizione del movimento italiano.
Il regolamento e il valore simbolico della prima gara
Come spesso accade per gli esordi di questo livello, soprattutto quando non culminano con l'accesso alle fasi finali che distribuiscono montepremi, la partecipazione ha avuto un valore soprattutto sportivo e simbolico. Il regolamento della Federazione Internazionale Sci (FIS) stabilisce infatti che le remunerazioni siano riservate alle atlete che chiudono la gara nelle posizioni utili. Pertanto, per D'Antonio e per Trocker, l'unico "guadagno" immediato di quel weekend di dicembre è costituito dall'inesperibile bagaglio tecnico ed emotivo di aver gareggiato al fianco delle campionesse che dominano la disciplina, un capitale di conoscenza che si dimostra spesso cruciale per la crescita di un atleta d'élite. L'appuntamento successivo per la giovane campana è stato fissato a Kranjska Gora, altro teatro classico dello sci alpino, dove la storia appena iniziata ha l'opportunità di arricchirsi di un nuovo capitolo.




