La prima volta di Giada D’Antonio finisce con un crociato rotto: la sedicenne campana lascia i Giochi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La neve di Dobbiaco, quella stessa neve che avrebbe dovuto condurla verso il sogno della seconda parte delle sue Olimpiadi, si è trasformata in una trappola. Giada D’Antonio, il talento più giovane della spedizione azzurra e prima sciatrice campana a calcare un palcoscenico olimpico, è incappata in un incidente ben più grave di una semplice caduta. Durante una sessione di allenamento in gigante sulla pista “Rienza”, mentre con le compagne provava gli ultimi aggiustamenti in vista dello slalom in programma mercoledì 18 febbraio sulle Tofane di Cortina, un’inforcata l’ha tradita. L’impatto, secco, ha subito fatto temere il peggio, e i soccorsi dello staff sanitario, tempestivi, hanno solo anticipato un verdetto che la risonanza magnetica avrebbe poi confermato poche ore più tardi: la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, un infortunio che per uno sciatore significa invariabilmente stagione finita e un lungo periodo di riabilitazione -2-4.

Un debutto amaro e un addio anticipato alle piste di casa

Quello che per la sedicenne di San Sebastiano al Vesuvio doveva essere il coronamento di un’ascesa fulminea, iniziata tra le montagne abruzzesi di Roccaraso per mancanza di impianti vicino casa, si è così trasformato in un congedo forzato. Non era stata una prima settimana fortunata per lei, d’altronde: l’esordio nella combinata a squadre, in coppia con Nadia Delago, l’aveva già vista costretta al ritiro per una precedente inforcata nello slalom, un assaggio di ciò che le sarebbe poi accaduto in allenamento -1-4. È un paradosso crudele, quello che vede una delle atlete più giovani dell’intero panorama olimpico, un’atleta che ha dovuto viaggiare ore e ore in pulmino per coltivare la propria passione, dover dire addio ai primi Giochi della sua vita senza neppure poter provare a lasciare un segno nelle discipline individuali. La Commissione Medica della Fisi, come riportano diverse agenzie, si confronterà ora con la famiglia per programmare l’intervento di ricostruzione del legamento, un passo chirurgico necessario e inevitabile -2.

L’ascesa interrotta di una “Pantera Nera” sull’asfalto del Vesuvio

Il suo arrivo a Milano Cortina era stato salutato come quello di una piccola rivoluzionaria, per certi versi. Classe 2009, padre italiano e madre colombiana, Giada si portava addosso un soprannome che è tutto un programma, “Black Panther”, datole dai compagni dello Sci Club Vesuvio non solo per la sua massa di capelli ricci e scuri ma anche per quella grinta che richiama il supereroe Marvel -4-5. La sua storia è quella di una ragazza cresciuta lontano dai tradizionali serbatoi dello sci alpino, capace di farsi notare dai tecnici federali grazie a due vittorie in slalom Fis in Svizzera a novembre e a un debutto in Coppa del Mondo a Semmering in dicembre, una scalata rapidissima che l’ha portata a mancare la qualificazione per un soffio, un solo centesimo, a Spindleruv Mlyn -1-6. Un percorso che l’aveva resa un simbolo, anche involontario, di come il talento possa emergere anche dalle province più improbabili, portando con sé l’affetto di un intero territorio che ora dovrà fare il tifo da lontano per la sua guarigione. Il ginocchio, quello stesso ginocchio che l’ha tradita a Dobbiaco, era già stato protagonista delle sue prime gare internazionali, e dovrà diventare ora il centro della sua rinascita.

L’amarezza di un sogno rimandato ma non cancellato

L’azzurrina, come l’hanno ribattezzata i media, lascia il Villaggio Olimpico con la consapevolezza, magari, di aver comunque scritto una piccola pagina di storia: essere la prima sciatrice della Campania a partecipare a delle Olimpiadi è un Titolo che nessuno potrà mai cancellarle, così come l’incontro con il suo idolo Mikaela Shiffrin, che non aveva mancato di regalarle un paio di guanti per accoglierla nel gotha dello sci mondiale -2-4. Ma la cronaca, in questo caso, si tinge di nero per descrivere la fine anticipata della sua avventura. La dinamica dell’incidente, un banale inforcamento di una porta durante le prove, suona come una beffa atroce per chi aveva già dimostrato di poter tenere testa a sciatrici molto più esperte. E mentre le sue compagne si preparano ad affrontare lo slalom di mercoledì – con Lara Della Mea, Martina Peterlini e Anna Trocker chiamate a raccogliere un’eredità pesante – per Giada D’Antonio si apre ora un capitolo diverso, fatto di rieducazione e pazienza, con la convinzione diffusa, nell’ambiente, che le sue capacità tecniche non siano state minimamente scalfite da questa battuta d’arresto, per quanto dolorosa essa sia -3.

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