Netanyahu teme l'arresto per accuse di genocidio
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Redazione Esteri
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Il primo ministro israeliano Netanyahu teme che il procuratore della Corte penale internazionale possa emettere a giorni i mandati di arresto per lui, il ministro della difesa Gallant e il capo di Stato maggiore Halevi. Netanyahu sta facendo pressioni sugli Stati Uniti per bloccare una decisione della Corte penale internazionale, temendo che questo rinfocoli l’antisemitismo.
La posizione della Corte penale internazionale
Abbiamo chiesto un parere alla giudice Silvana Arbia, già capo della Cancellieria della Corte penale internazionale ed ex procuratrice del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Secondo Arbia, la Corte penale internazionale sta preparando mandati d'arresto per Netanyahu, Gallant e Halevi.
Pressioni diplomatiche
Israele e Stati Uniti starebbero attuando un pressing diplomatico molto insistente per convincere la Corte Penale Internazionale a evitare un gesto che rappresenterebbe un colpo davvero pesante per l'immagine dello Stato ebraico: l'emissione di un mandato di arresto per crimini di guerra commessi a Gaza non solo contro il premier Benjamin Netanyahu, ma anche il suo ministro della Difesa Yoav Gallant e il capo di Stato maggiore dell'esercito Herzi Halevi.
Divisioni interne al governo
Non appena si apre uno spiraglio per un accordo tra Hamas e Israele, alternatamente uno dei due ministri coloni dell’estrema destra sionista religiosa – il titolare della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il responsabile delle Finanze Bezalel Smotrich – minacciano di far cadere il governo Netanyahu. Questa volta a puntare il dito contro Bibi è …




