Como, Baturina e l’offerta da 60 milioni: il mercato trema dopo il poker al Lipsia
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Redazione Sport
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La prima notte europea del Como si è chiusa con un punteggio che difficilmente i tifosi dimenticheranno: 4-1 al Lipsia, alla prima assoluta in Champions League, davanti a un Sinigaglia sold out. Cesc Fabregas ha costruito una squadra che non si accontenta di partecipare e che, alla prima occasione utile, ha messo sotto un avversario abituato a palcoscenici ben più rodati.
A sbloccare il risultato ci ha pensato Martin Baturina al 15’, con il primo gol della storia del club in una competizione europea, mentre Anastasios Douvikas ha raddoppiato poco prima dell’intervallo su assist dello stesso trequartista croato.
Un debutto che pesa in classifica e nelle casse
Il successo contro il Lipsia non è soltanto una questione di prestigio. I tre punti hanno proiettato la formazione lariana nelle zone alte della classifica del nuovo formato a girone unico, un posizionamento che, in una competizione dove ogni gol fa differenza, assume un valore concreto anche in termini economici e di credibilità internazionale.
La rete di Assane Diao al 54’ e il sigillo finale di Máximo Perrone al 90’, su assist di Nico Paz, hanno completato una serata in cui il Como ha mostrato un’identità di gioco riconoscibile, fatta di palleggio, verticalizzazioni improvvise e una gestione della palla che ha lasciato il Lipsia quasi sempre in ritardo.
I numeri di una rosa costruita per durare
Alle spalle del risultato c’è una programmazione che, negli ultimi anni, ha trasformato radicalmente il club. Secondo i dati del CIES Football Observatory, aggiornati a settembre 2026, la rosa del Como è la trentatreesima al mondo per costo dei cartellini, con un investimento complessivo di 335 milioni di euro. Nella sola finestra di mercato del 2026, il club ha speso 166 milioni, con un saldo negativo di 145 milioni, piazzandosi alle spalle del solo Milan per volume di acquisti in Serie A.
Una strategia che, secondo la società, punta a coniugare sostenibilità e competitività, come dimostrano le plusvalenze potenziali accumulate su giocatori come lo stesso Baturina, acquistato per 25 milioni dalla Dinamo Zagabria e oggi valutato intorno ai 75.
Il caso Baturina e le sirene della Premier League
Proprio il rendimento del centrocampista offensivo croato ha acceso i riflettori del mercato. Classe 2003, arrivato in Italia poco più di un anno fa, Baturina ha vissuto una prima stagione di adattamento complicata, con Nico Paz a occupare stabilmente la posizione di trequartista e costringerlo a partire spesso dalla panchina. Nonostante un impiego non continuo, i suoi numeri in Serie A parlano di sei reti e tre assist in 29 presenze, con una media di 0,52 contributi da gol ogni novanta minuti che lo colloca ai vertici del campionato per incisività in rapporto al tempo giocato.
La sua crescita esponenziale, suggellata dal gol al Lipsia, ha spinto il giornalista Tancredi Palmeri a ipotizzare che il prossimo anno, o forse già a gennaio, possa arrivare un’offerta di almeno 60 milioni di euro dalla Premier League per il suo cartellino, un traguardo che, secondo la sua analisi, non si è mai verificato per un calciatore del Como.
Non solo Baturina: il modello Como
L’attenzione per il singolo, però, rischia di oscurare un quadro più ampio. La dirigenza lariana ha respinto in passato proposte importanti, come i 55 milioni dell’Aston Villa per Baturina e i 60 milioni per Assane Diao, dimostrando di voler dettare le proprie condizioni sul mercato. Il valore complessivo della rosa, secondo Transfermarkt, supera i 535 milioni di euro, un dato che colloca il Como al terzo posto in Serie A, dietro soltanto a Inter e Juventus.
Tra i giocatori più valutati figurano Nico Paz, arrivato dal Real Madrid per una cifra vicina ai 2,5 milioni e oggi stimato 80 milioni, e Máximo Perrone, prelevato dal Manchester City per 13 milioni e ora valutato 35. Il quadro che emerge è quello di un club che ha saputo trasformare investimenti mirati in un patrimonio tecnico ed economico di primo livello.
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