Balneari in protesta: ombrelloni chiusi per chiedere chiarezza
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Redazione Interno
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Oggi, i gestori degli stabilimenti balneari hanno avviato una protesta nazionale per chiedere al governo e al parlamento di emanare un provvedimento legislativo che faccia chiarezza sulla direttiva Bolkestein. La direttiva europea impone la messa all’asta delle concessioni demaniali, una misura che ha creato incertezza e preoccupazione tra i balneari.
La protesta in spiaggia
Gli stabilimenti balneari hanno deciso di ritardare di due ore l’apertura degli ombrelloni come forma di protesta. A Lido di Camaiore, gli stabilimenti hanno aderito in blocco, mantenendo chiusi gli ombrelloni dalle 8 alle 9:30, pur garantendo l’accesso alla spiaggia e il servizio di sorveglianza. Tuttavia, a Viareggio e Marina di Pietrasanta, la categoria ha scelto di non partecipare alla protesta.
Le richieste dei balneari
I balneari chiedono al governo di emanare una legge di riordino che li aiuti a superare la direttiva Bolkestein. Romano Montagnoli, presidente provinciale dei concessionari di spiaggia Confcommercio, ha dichiarato che i balneari si sentono presi in giro dal governo, che ha rinviato sine die la legge di riordino.
La situazione attuale
La protesta, organizzata da Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti, ha riscosso un successo parziale. Mentre alcuni stabilimenti hanno aderito in massa, altri hanno scelto di non partecipare. La situazione rimane tesa, con i balneari che continuano a chiedere chiarezza e sostegno da parte del governo.
La protesta dei balneari rappresenta un momento cruciale nella lotta per la chiarezza e la stabilità delle concessioni demaniali. La speranza è che il governo risponda alle richieste dei balneari, emanando una legge che possa finalmente risolvere le incertezze legate alla direttiva Bolkestein.




