Balneari in protesta: ombrelloni chiusi per due ore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oggi, i concessionari di spiaggia in Italia hanno deciso di ritardare l'apertura degli ombrelloni di due ore come forma di protesta contro il governo. La protesta è stata organizzata dal Sindacato Italiano Balneari (SIB) per contestare il rinvio indefinito della legge di riordino delle concessioni balneari, necessaria per superare la direttiva europea Bolkestein.

La direttiva Bolkestein e le concessioni balneari

La direttiva Bolkestein impone che le concessioni demaniali vengano assegnate tramite gare trasparenti e competitive. Il governo Meloni aveva prorogato tutte le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2023 fino alla fine del 2024. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha dichiarato non valida la proroga, poiché in contrasto con la direttiva europea. Di conseguenza, le concessioni scadute a fine 2023 non sono più valide e i Comuni devono avviare nuove gare in tempi brevi.

La reazione dei balneari

Romano Montagnoli, presidente provinciale dei concessionari di spiaggia Confcommercio, ha dichiarato che i balneari si sentono presi in giro dal governo. La protesta ha avuto un successo parziale in Versilia, dove a Lido di Camaiore gli stabilimenti hanno aderito in blocco, mentre a Viareggio e Marina di Pietrasanta la categoria ha scelto di non partecipare.

Opinioni contrastanti sulla protesta

Yuri Bianchi, titolare del Bagno Calypso, ha partecipato alla protesta per spirito di solidarietà tra colleghi, ma ha espresso dubbi sull'efficacia della modalità scelta. Secondo Bianchi, chiudere gli ombrelloni per un'ora e mezza la mattina non serve a nulla e il messaggio non arriva.

La protesta dei balneari evidenzia il malcontento della categoria nei confronti delle decisioni del governo e della direttiva europea Bolkestein. Resta da vedere se questa forma di protesta riuscirà a ottenere l'attenzione necessaria per avviare un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte.

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