Inchiesta sui dossier, Pazzali resiste, il Pd chiede chiarimenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'inchiesta sulla cosiddetta "banda dei dossier" ha scosso il mondo politico e imprenditoriale lombardo, coinvolgendo figure di spicco come Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera Milano. Pazzali, noto per i suoi stretti legami con il centrodestra lombardo e per i rapporti consolidati con Fratelli d'Italia e il governatore Attilio Fontana, è al centro delle indagini che riguardano la società Equalize Srl, di cui è titolare.

Il governatore Fontana, esprimendo sorpresa per la vicenda, ha dichiarato di non essere a conoscenza delle attività oggetto dell'inchiesta, sottolineando la sua stima per Pazzali. Quest'ultimo, nonostante le pressioni, ha deciso di non dimettersi dalla presidenza della Fondazione Fiera Milano, presentandosi al Comitato esecutivo accompagnato dai suoi legali per fornire chiarimenti sulle accuse.

L'inchiesta, che ha portato all'arresto di diverse persone, tra cui l'ex capo della squadra mobile Carmine Gallo e il consulente informatico Nunzio Samuele Calamucci, ha visto la Procura di Milano richiedere la custodia cautelare in carcere per tredici indagati. I magistrati hanno inoltre ribadito la richiesta di arresti domiciliari per Pazzali, accusato di aver gestito un sistema di dossieraggio su un milione di persone.

Il Comitato esecutivo della Fondazione Fiera Milano, riunitosi da remoto, ha sospeso i lavori dopo circa quattro ore, aggiornandosi al giorno successivo per prendere una decisione finale.

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