Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol arrestato
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Redazione Esteri
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Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato arrestato dall'agenzia dell'anticorruzione (Cio) di Seul con l'accusa di tradimento, in seguito al tentativo di colpo di Stato del 3 dicembre scorso. L'arresto è avvenuto dopo un'irruzione di centinaia di agenti nella residenza presidenziale di Seul, dove gli investigatori e le forze dell'ordine sudcoreane sono entrati nel complesso intorno alle 7:30 del mattino (ora locale), passando attraverso le barricate e effettuando una perquisizione di quasi tre ore prima di riuscire a formalizzare il fermo.
Yoon Suk-yeol, ex procuratore capo nazionale, è il primo presidente in carica - sebbene sospeso dalle sue funzioni a causa della procedura di impeachment in corso - nella storia della Corea del Sud a finire in manette. L'arresto è avvenuto alle 10:33, ora locale (1:33 GMT), nella residenza presidenziale. Le riprese televisive hanno mostrato un veicolo nero con a bordo Yoon arrivare all'ufficio del Cio a Gwacheon, appena a sud di Seul, prima di essere trattenuto al centro di detenzione di Seul a Uiwang, a soli 5 km dall'ufficio.
Il presidente sudcoreano è stato interrogato in merito alla sua dichiarazione di legge marziale del mese scorso, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. La detenzione di Yoon Suk-yeol ha suscitato particolare e grave preoccupazione nel governo di Tokyo, che monitora attentamente gli sviluppi in Corea del Sud.
L'arresto di Yoon Suk-yeol rappresenta un evento senza precedenti nella storia politica sudcoreana, segnando un momento di grande tensione e incertezza per il paese.




