Rc auto, nel 2026 un milione e mezzo di automobilisti pagherà quasi il doppio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La mobilità a quattro ruote si prepara a un anno, il 2026, che metterà a dura prova i bilanci familiari, imponendo a molti un significativo ripensamento delle spese. Le novità, che interessano tanto il costo dei carburanti quanto gli oneri di possesso, toccano però il loro apice nel capitolo assicurativo, dove si preannunciano aumenti che, per una fetta consistente di guidatori, assumono la portata di una vera e propria stangata. Le analisi di mercato, che fotografano una frequenza sinistri in lieve calo ma comunque significativa, delineano infatti uno scenario in cui il semplice fatto di aver causato un incidente può trasformare il rinnovo della polizza in un salasso.

Il rincaro shock per chi ha causato incidenti

Secondo una recente analisi condotta da Segugio.it, circa un milione e mezzo di automobilisti italiani vedrà infatti il proprio premio assicurativo crescere in maniera esponenziale al momento del rinnovo. La ragione è diretta e si basa su un dato di fatto: aver causato un sinistro nel corso del 2025. L’elaborazione dei numeri porta a una stima impietosa: a livello nazionale, chi si trova in questa condizione subirà un aumento medio del premio vicino al 94%, il che significa sostanzialmente pagare il doppio rispetto all’anno precedente. Questo balzo si inserisce in un contesto di mercato già teso, dove il premio medio Rc auto, sebbene stabilizzato nell’ultimo periodo, resta su livelli elevatissimi se confrontato con quelli di pochi anni fa.

Il peso crescente delle garanzie accessorie e della fiscalità

Alla dinamica legata al merito individuale di guida si somma poi un ulteriore fattore di pressione, di natura fiscale. Il governo, attraverso un emendamento al Disegno di legge di Bilancio, ha previsto di aumentare l’aliquota applicata a due specifiche voci delle polizze: il rischio infortunio del conducente e il rischio di assistenza stradale. L’imposta su questi capitoli, che sono tra le garanzie accessorie più comuni, salirà dal 2,5% al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal primo gennaio 2026. Una misura, questa, che secondo le stime potrebbe portare allo Stato un gettito aggiuntivo di 115 milioni di euro nel prossimo anno. Sebbene le compagnie siano tenute a riconoscere al contraente una riduzione pari ad almeno due terzi dell’aumento dell’imposta, il timore concreto è che una parte di questo costo aggiuntivo venga comunque riversata sul prezzo finale pagato dagli assicurati.

Il contesto generale: dal gasolio al blocco delle multe

Il quadro complessivo dei costi per l’automobilista nel 2026 è comunque variegato, con luci e ombre. Tra gli oneri in aumento c’è sicuramente il prezzo del gasolio, che subirà il riallineamento delle accise previsto dalla Manovra. L’operazione, che porterà un maggior gettito di 552 milioni di euro, si tradurrà in un rincaro di 4,05 centesimi al litro, facendo lievitare il costo di un pieno da 50 litri di circa 2,47 euro. Una nota positiva arriva invece dal capitolo sanzioni: il decreto Milleproroghe ha infatti bloccato per il terzo anno consecutivo l’adeguamento automatico delle multe stradali all’inflazione, lasciando così invariati gli importi almeno fino al primo dicembre 2026. Un intervento che evita, ad esempio, che la multa per il divieto di sosta salga da 42 a 43 euro o quella per l’eccesso di velocità oltre i 60 km/h aumenti da 845 a 862 euro.

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