Rc auto, un milione e mezzo di automobilisti pagherà il doppio nel 2026
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Redazione Economia
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La mobilità privata si appresta a varcare la soglia del nuovo anno sotto il peso di un carico fiscale e assicurativo sempre più gravoso, un quadro che, sebbene noto nella sua evoluzione, riserva stime concrete su quanto peserà realmente sulle tasche degli italiani. Secondo l'osservatorio di Segugio.it, infatti, un milione e mezzo di conducenti, coloro i quali hanno causato un sinistro nel corso del 2025, si vedranno applicare un rincaro medio del premio assicurativo vicino al 94% in sede di rinnovo. Una percentuale che, tradotta in cifre, equivale praticamente a raddoppiare l'esborso annuale, un salasso destinato a incidere profondamente sui bilanci domestici. La frequenza sinistri, peraltro, appare in leggera flessione, dato che il 4,4% degli automobilisti ha dichiarato un incidente nel 2025 contro il 4,6% dell'anno precedente, ma questo lieve miglioramento non basterà a mitigare l'ondata di rincari già in programma.
La legge di Bilancio e l'impennata delle aliquote
Alla penalizzazione per i sinistri si sommano gli interventi normativi che comprimono ulteriormente il portafoglio. La legge di Bilancio, in particolare, ha previsto un deciso incremento dell’aliquota applicata alla copertura per l’infortunio del conducente, una garanzia spesso collegata alla polizza Rc auto obbligatoria: l'aliquota, che attualmente si attesta al 2,5%, è destinata a balzare al 12,5%. Questa misura, di per sé, contribuirà ad alimentare l'aumento generale dei premi, in un contesto dove la relativa stabilizzazione dei costi osservata nel 2025 sembra ormai un ricordo lontano. Gli aumenti, del resto, non risparmiano nemmeno il pieno di carburante, con la modifica del sistema delle accise che, a decorrere dal primo gennaio, allineerà il prelievo su benzina e gasolio a 672,90 euro per mille litri, un intervento che renderà il gasolio più caro e che avrà effetti immediati sui listini delle stazioni di servizio.
Il paradosso delle misure a geometria variabile
Il panorama che si delinea per gli automobilisti assume i contorni di un paradosso, dove a provvedimenti percepiti come onerosi se ne affiancano altri che offrono un temporaneo respiro. Mentre il Codacons analizza l'impatto complessivo di queste mosse sulle finanze familiari, evidenziando il netto peggioramento per chi è stato coinvolto in incidenti, una misura di segno contrario giunge dal cosiddetto decreto Milleproroghe. Il provvedimento, varato dall'esecutivo, ha infatti bloccato l'aggiornamento automatico degli importi per le sanzioni stradali, impedendo, almeno per il momento, l'aumento delle multe. Una decisione che, se da un lato alleggerisce la pressione su chi infrange il codice della strada, dall'altro non compensa minimamente i rincari strutturali che colpiranno indiscriminatamente tutti i possessori di un veicolo.
Il contesto di una mobilità sotto pressione
Gli sviluppi per il settore auto si inseriscono in un contesto già caratterizzato da costi proibitivi per l'acquisto dei veicoli e da una tassa di proprietà che non accenna a calare, elementi che, insieme, stanno ridefinendo le priorità di spesa per molte famiglie. La combinazione di questi fattori – l'aumento quasi doppio dei premi per una fetta significativa di guidatori, il balzo delle aliquote sulle polizze accessorie e il rincaro del carburante – delinea un anno, il 2026, particolarmente impegnativo per la mobilità individuale. Resta da vedere come questo carico supplementare si distribuirà tra le diverse fasce di reddito e quali effetti avrà sulle abitudini di consumo e di utilizzo dell'auto, in un paese dove il trasporto privato rimane spesso una necessità inderogabile.




