Pippo Baudo, l'addio al "re" della tv: dai sogni d'infanzia agli ultimi giorni tra affetto e ricordi
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Redazione Interno
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«Aspiravo a salire sul palcoscenico sin da bambino. Quando sono salito sul palco a 7 anni, mi sono innamorato delle luci, degli applausi». Così Pippo Baudo, scomparso a Roma all’età di 89 anni, aveva ripercorso con Eleonora Rossi Castelli di Mediaset le origini di una carriera che lo avrebbe reso un volto indimenticabile dello spettacolo italiano. Quel patto stretto con il padre – «appena mi laureo, dammi la possibilità di andare a Roma» – segnò l’inizio di un’avventura durata decenni, tra festival, varietà e programmi diventati pezzi di storia televisiva.
I funerali si terranno mercoledì mattina nel Santuario di Santa Maria della Stella a Militello in Val di Catania, il paese natale dove tutto ebbe inizio nel 1936. Prima dei riti religiosi, la camera ardente allestita al Campus Biomedico di Roma ha permesso ai familiari di rendergli omaggio in privato, mentre da domani sarà aperta al pubblico. Un ultimo saluto per chi ha seguito le sue trasmissioni, ridendo o cantando davanti allo schermo.
La notizia della morte, giunta ieri sera, ha interrotto anche il concerto di Cristina D’Avena a Vado Ligure. La cantante, appresa la scomparsa pochi istanti prima dell’esibizione, ha voluto dedicare un commosso ricordo al conduttore: «Facciamo un applauso a Pippo Baudo, persona stupenda», ha annunciato al microfono, trasformando la serata in un tributo improvvisato.




