Militello dà l'ultimo addio al suo Pippo Baudo
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Redazione Interno
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Militello in Val di Catania, gremita in ogni suo angolo, ha reso l’estremo saluto a Pippo Baudo, il suo cittadino più illustre, scomparso lo scorso 16 agosto all’età di 89 anni. La piazza principale, come le strade adiacenti, era un mare di gente venuta per onorare la memoria del conduttore che, pur avendo calcato i palcoscenici più importanti, non aveva mai dimenticato le sue origini.
I funerali, celebrati nella chiesa di Santa Maria della Stella dal vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri, insieme a sedici concelebranti, sono stati scanditi dalle note solenni della “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni. Una scelta, questa, profondamente voluta dallo stesso Baudo che più volte aveva espresso il suo legame viscerale con quell’opera: «Papà me l’ha fatta sentire più volte – soleva dire – e racconta i sentimenti che sono vicini al mio Paese». Un testamento spirituale in musica che ha accompagnato il commiato, mentre una semplice rosa blu, altro suo segno distintivo, era posata sulla bara.
Il sindaco Giovanni Burtone, nel suo intervento, ha sottolineato come «Pippo non amasse il divismo e la retorica», ricordando un uomo schivo nonostante la popolarità sterminata. Tra i presenti, i figli Tiziana e Alessandro, quest’ultimo appena giunto dall’Australia dove risiede. Un addio reso ancor più toccante dal racconto della sua assistente storica, Dina Minna, la quale ha rivelato un episodio di commovente affetto popolare: durante il trasferimento della salma, alcuni automobilisti in autostrada, riconosciuto il carro funebre, hanno affiancato il veicolo per mandare un ultimo, silenzioso bacio al Re della televisione che se ne andava.




