I funerali di Pippo Baudo, una notte di commozione a Militello
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Nonostante la scelta di un orario insolito, oltre la mezzanotte, nella convinzione che le strade potessero essere deserte, il corteo funebre di Pippo Baudo è stato invece accompagnato da due ali di folla commossa. Famiglie intere, molte delle quali con bambini, si sono radunate in un silenzio rispettoso davanti al Santuario di Santa Maria della Stella, a Militello, dove il sagrato e la navata sono rimasti gremiti per più di un’ora, a testimonianza di un legame viscerale che travalica la semplice fama televisiva.
Ad accompagnare il feretro, la storica assistente Dina Minna e alcuni nipoti, visibilmente sorpresi da un’accoglienza così sentita e numerosa. La Minna, che ha trascorso quasi trentasei anni al suo fianco tra palcoscenici e studi televisivi, ha sintetizzato con una battuta spontanea, pronunciata davanti alla bara, la complessità emotiva del momento: «Più facile organizzare Sanremo che il tuo funerale». Un’affermazione che racchiude, senza bisogno di molti altri commenti, l’immensa statura di un uomo che per sessant’anni è stato il signore assoluto della televisione italiana.
Tra le assenze più note, quella dell’ex moglie Katia Ricciarelli, la quale – in un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità – ha motivato la propria mancata partecipazione citando un piccolo infortunio occorsole nei giorni precedenti, che renderebbe particolarmente difficoltoso il viaggio fino in Sicilia. La Ricciarelli, attrice e soprano di settantanove anni, ha condiviso con Baudo un’intensa storia d’amore, un capitolo della vita di entrambi che rimane ora consegnato al passato.




