Fiorentina-Cagliari 1-2, un brutto scivolone viola e un colpo salvezza pesantissimo per i sardi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita salvezza, che si preannunciava come un banco di prova per entrambe le formazioni, ha riservato invece un esito netto, consegnando al Cagliari tre punti dalla valenza potenzialmente decisiva e rispedendo la Fiorentina ai dubbi che sembrava aver superato. Al "Franchi", infatti, i viola hanno subìto la prima sconfitta del 2026, interrompendo in casa quella striscia positiva che aveva fatto balenare un orizzonte più sereno, e lo hanno fatto mostrando, per larghi tratti, una fisionomia opaca e nervosa, lontana dalla determinazione necessaria in una sfida del genere. Molti giocatori in viola sono apparsi sottotono, in tutti i reparti, mentre la squadra di Vanoli, nonostante un inizio promettente, ha finito per pagare a caro prezzo l'assenza di Kean, faticando poi a scardinare la compatta organizzazione tattica degli ospiti.

Il dominio tattico del Cagliari spegne la manovra viola

Il tecnico rossoblù, confermando la formazione artefice del successo sulla Juventus, ha impostato una gara di grande equilibrio e freddezza, nella quale i suoi uomini hanno saputo gestire le fasi con pazienza, attendendo il momento giusto per colpire. Bravi, in particolare, a limitare gli spazi a Fagioli e a spegnere ritmo e qualità della manovra avversaria, i sardi hanno offerto una prova di maturità, lontana dalle esasperazioni che spesso caratterizzano queste gare, costruendo il successo su una difesa solida e su ripartenze chirurgiche. La Fiorentina, al contrario, dopo un avvio vivace con un tiro di Gudmundsson che ha sfiorato il palo, ha progressivamente perso smalto, giocando con il freno a mano tirato per tutto il primo tempo e mostrando difficoltà nella gestione della pressione.

La doppia firma di Palestra e il vano riscatto di Brescianini

A decidere la contesa è stata l'efficacia del Cagliari nelle fasi decisive, con un protagonista assoluto: Alessandro Palestra. Il giocatore, infatti, ha prima fornito un assist preciso al 31' minuto per il colpo di testa deviato di Kilicsoy, che ha battuto Terracciano, e poi ha siglato, appena all'inizio del secondo tempo, il suo primo gol in Serie A. Al 47', sfruttando un tocco delizioso di Esposito, ha chiuso in rete una ripartenza perfetta, regalando al suo team un vantaggio che sarebbe apparso insormontabile. La Fiorentina, seppur a fatica, ha provato a reagire trovando al 74' il momentaneo 1-2 con il primo gol in maglia viola di Brescianini, abile a inserirsi con i tempi giusti sul secondo palo su un tiro-cross di Dodò, ma senza riuscire a impensierire davvero Caprile negli ultimi, concitati minuti.

Pesi specifici diversi per la classifica

Il fischio finale ha quindi sancito una vittoria pesantissima per il Cagliari, che con questo successo si porta a otto punti di margine sulla zona rossa, un respiro che pochi si sarebbero aspettati solo qualche settimana fa. Per la Fiorentina, invece, si tratta di un brutto scivolone, inatteso e improvviso, che complica nuovamente il quadro salvezza e riaccende i riflettori su limiti già visti in passato, come la difficoltà a essere incisiva e costruttiva quando mancano alcuni elementi chiave. Una partita nervosa e mal gestita, come l'ha definita il tecnico, che costringe a una profonda riflessione in vista delle prossime, decisive uscite.

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