Ostia, nove chili di cocaina in auto divisi in panetti col marchio Juventus
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nove chili di cocaina, un valore che oscilla, secondo le stime, tra gli ottocentomila e il milione e ottocentomila euro, destinati a inondare il mercato dello spaccio del litorale romano nel periodo delle festività. È quanto hanno sottratto ai circuiti illeciti i finanzieri del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, durante un controllo apparentemente di routine a Ostia, nella zona dell’Idroscalo. L'attenzione dei militari si è concentrata su un uomo, italiano di 52 anni, alla guida di una Fiat Punto, il cui comportamento agitato, unitamente a un quadro di precedenti già noto alle forze dell'ordine per reati di droga, ha innescato i sospetti e spinto verso un approfondimento.
Il nascondiglio e il marchio della Juventus
Le successive perquisizioni, condotte con l'ausilio delle unità cinofile, hanno permesso di localizzare il cospicuo carico, occultato all’interno del veicolo con un metodo non nuovo, ma sempre efficace nella sua semplicità. Gli agenti, infatti, hanno scoperto un finto serbatoio del gas, abilmente ricavato nella carrozzeria dell'auto, che fungeva da deposito per i panetti di sostanza stupefacente. Ciascuno di essi, cosa che ne denunciava l'origine da un unico lotto di produzione, recava impresso il noto marchio della squadra di calcio Juventus, un sigillo di riconoscimento nel mercato illegale che, di fatto, trasformava l'utilitaria in un vero e proprio magazzino mobile.
L'arresto e il fermo nell'area dell'Idroscalo
L’operazione, che si è consumata a pochi passi dall'abitazione dell'uomo, ha dunque portato all’arresto immediato del cinquantaduenne, identificato come Giovanni Nicolosi, colto in flagranza di reato mentre trasportava un quantitativo di droga di assoluto rilievo. L'area dell'Idroscalo, da tempo al centro di attenzioni investigative per episodi di criminalità comune e di tipo più organizzato, si conferma ancora una volta come un crocevia sensibile per traffici illeciti, nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine che, in questo frangente, hanno dimostrato come un controllo mirato possa interrompere una partita di stupefacenti già pronta per la distribuzione.
L'impatto dell'operazione sul mercato locale
Il sequestro, peraltro, ha un significato che va ben oltre il mero dato quantitativo, andando a colpire una filiera distributiva in un momento – quello delle festività di fine anno – tradizionalmente caratterizzato da un aumento della domanda. La cocaina, che i investigatori ritenevano prossima a essere immessa nei canali di spaccio della costa, è stata così intercettata prima che potesse raggiungere le piazze di smercio, vanificando gli ingenti profitti attesi dalla criminalità. L'episodio, nella sua linearità, mette in luce la pervasività del fenomeno narcotico anche in contesti apparentemente tranquilli e le modalità, sempre più raffinate, di occultamento adottate dai corrieri della droga.




