Il trasferimento Vanoli verso Roma passa il primo vaglio della FIP, ma il PalaEur resta un rebus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pratica del trasferimento da Cremona a Roma del titolo sportivo della Vanoli Basket, che molti addetti ai lavori davano ormai in dirittura d’arrivo, ha compiuto ieri il suo primo passo formale dinanzi al Consiglio federale della FIP. Riunito in web conference straordinaria per esaminare la documentazione presentata dalla Guerino Vanoli Basket Srl, l’organo di governo ha ritenuto – come si legge in una nota ufficiale – l’istanza “provvista dei requisiti di meritevolezza”. Un giudizio positivo, sebbene non definitivo: l’ok conclusivo, spiega la stessa Federazione, resta subordinato “al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al Campionato di Serie A 2026/2027”. La partita, insomma, è avviata ma non ancora chiusa.

L’intrigo PalaEur tra offerte, ricorsi e calendario blindato

Se sul fronte burocratico il meccanismo sembra essersi messo in moto, sul terreno degli impianti la situazione appare assai più ingarbugliata. Il PalaEur, struttura costruita alla fine degli anni Cinquanta e poi ristrutturata nel 2003, può contare su oltre 11.000 posti a sedere, ma al momento è al centro di un vero e proprio giallo a colpi di manifestazioni d’interesse. Lunedì scorso, a scadenza del bando per l’assegnazione della struttura, l’Ente gestore – attraverso un comunicato ripreso dalla Gazzetta dello Sport – ha preso atto della presentazione di proposte da parte di soggetti interessati a locare l’impianto per alcuni incontri della prossima stagione di serie A 2026. Nessuna indiscrezione sui nomi, ma il mistero si infittisce: a fronte dell’offerta presentata da Paul Matiasic e del ricorso presentato da Nelson (si veda oltre), i nodi da sciogliere sono ancora parecchi, a cominciare dalla esigua disponibilità di date utili in un calendario già di per sé congestionato.

Donnie Nelson, la wild card europea e il testa a testa per l’Eur

Alle spalle dell’operazione, ormai sembra cosa fatta il passaggio del titolo sportivo con la nascita di un nuovo club capitolino direttamente in serie A. La proprietà sarà di una cordata guidata da Donnie Nelson, affiancato da numerosi altri investitori – tra i quali, a quanto pare, figurerebbe anche Luka Doncic – mentre il volto dirigenziale più riconoscibile sarà quello di Rimantas Kaukenas. Le ambizioni, va da sé, non sono certo quelle di una matricola timorata. Nei mesi scorsi si era già vociferato di un possibile approdo a NBA Europe dal 2027; oggi, però, La Gazzetta dello Sport spinge l’acceleratore, raccontando di una trattativa in corso per ottenere una wild card che consentirebbe alla neonata società di giocare in EuroLega già dalla sua prima stagione di vita. Proprio per questo l’intreccio sulla disponibilità del PalaEur diventa decisivo: tra l’offerta di Matiasic e il ricorso presentato da Nelson, lo scontro per aggiudicarsi l’impianto è un testa a testa destinato a definire il destino del progetto.

Roma torna in LBA a oltre cinque anni dal ritiro della Virtus

Il via libera definitivo arrivato dal Consiglio federale FIP, con il semaforo verde all’iter di trasferimento, sancisce un ritorno storico. La Capitale tornerà a giocare in LBA a più di cinque anni di distanza dal ritiro della Virtus Roma, datato 9 dicembre 2020, quando quella società lasciò il campionato di Serie A nel bel mezzo della stagione. La decisione di oggi non ha rappresentato una sorpresa: da giorni si attendeva questo passaggio, che era stato indicato come il punto centrale del Consiglio Federale dopo il lancio del progetto da parte del gruppo Nelson-Kaukenas. Quella che i tifosi romani sperano possa diventare una nuova, solida realtà del basket italiano, ora è attesa alla prova più concreta: rispettare i termini e gli obblighi della licenza, e nel frattempo risolvere l’annoso – e ancora tutto da scrivere – capitolo PalaEur.

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