Papa Leone XIV dimesso dopo il tumore: ora si attendono gli esami

Papa Leone XIV dimesso dopo il tumore: ora si attendono gli esami
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Papa Leone XIV è tornato in Vaticano sabato 17 ottobre, dopo essere stato dimesso dal Policlinico Gemelli di Roma in seguito all'intervento chirurgico per un tumore maligno al polmone. Le condizioni del Pontefice sono giudicate soddisfacenti e il recupero procede regolarmente. Per il momento sono previste soltanto le medicazioni postoperatorie, mentre saranno i risultati degli esami istologici definitivi a orientare le decisioni su eventuali terapie oncologiche.

L'intervento al polmone e le condizioni di salute del Pontefice

L'operazione, eseguita il 13 ottobre dall'équipe di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora, ha comportato l'asportazione del lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L'intervento è durato circa 90 minuti e si è concluso senza complicanze. L'esame istologico effettuato durante la procedura ha confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, già sospettato sulla base degli accertamenti precedenti. Il Pontefice si è risvegliato regolarmente dall'anestesia ed è stato trasferito nella propria stanza dopo un breve periodo di osservazione.

La decisione di autorizzare le dimissioni è arrivata dopo gli ultimi controlli clinici, comprendenti esami del sangue e una radiografia del torace. Nell'intervista rilasciata ai media vaticani, il chirurgo ha spiegato che i valori ematici erano normali, la funzionalità cardiaca risultava regolare e la riespansione del polmone operato seguiva i tempi previsti. Durante il ricovero il Papa aveva già ripreso ad alimentarsi, camminare e svolgere esercizi di fisioterapia respiratoria. Il medico ha sottolineato anche la collaborazione del paziente, particolarmente motivato a recuperare rapidamente la propria autonomia.

La diagnosi del tumore è arrivata in maniera casuale, durante alcuni esami radiologici dell'addome che avevano mostrato una piccola alterazione alla base del polmone. Il Pontefice non presentava sintomi respiratori e la lesione era stata individuata in una fase precoce. Il chirurgo ha spiegato che gli adenocarcinomi polmonari possono essere scoperti incidentalmente proprio perché, soprattutto all'inizio, non provocano necessariamente disturbi riconoscibili. L'asportazione dell'intero lobo interessato è stata scelta per rendere radicale l'intervento. La stadiazione definitiva della malattia e la valutazione dell'eventuale necessità di ulteriori cure dipendono però dagli accertamenti sui tessuti prelevati.

Le eventuali terapie e il viaggio in Sudamerica

Il successivo percorso oncologico sarà definito sulla base dell'esame istologico completo, che permette di valutare caratteristiche ed estensione della neoplasia. La conferma della natura maligna ottenuta durante l'operazione non stabilisce, da sola, la necessità di una chemioterapia o di altri trattamenti. La scelta dipende anche dallo stadio della malattia e dagli eventuali fattori di rischio individuati dagli specialisti. Non è stata comunicata una decisione definitiva sull'impiego di terapie aggiuntive, né sono state diffuse indicazioni su uno specifico trattamento farmacologico.

Per quanto riguarda gli impegni internazionali, la valutazione del chirurgo è favorevole al viaggio apostolico in America Latina, programmato dal 6 al 17 novembre con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. Secondo il professore, dopo un intervento di questo tipo servono normalmente un paio di settimane per una ripresa fisica completa. Nel caso del Papa, ha stimato che possano essere sufficienti altri dieci giorni per raggiungere il pieno recupero. Pur non esistendo indicazioni universali applicabili indistintamente a tutti i pazienti sottoposti a lobectomia, la possibilità di affrontare lunghi spostamenti aerei deve essere valutata individualmente dai medici curanti.

L'Angelus dal Vaticano e le preghiere arrivate da tutto il mondo

Il rientro del Pontefice è stato accompagnato dagli applausi delle persone presenti all'esterno dell'ospedale. Prima di partire, Leone ha salutato pazienti, personale sanitario e fedeli, ringraziando per l'assistenza e per le manifestazioni di affetto ricevute. Tra gli incontri anche quello con Varvara, una ragazza ucraina di 13 anni in cura in Italia per un tumore, che gli ha consegnato un pupazzo raffigurante il Papa. La Santa Sede ha annunciato per domenica 18 ottobre la recita dell'Angelus dalla finestra dell'appartamento pontificio affacciata su piazza San Pietro.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di auguri, esprimendo a nome dell'Italia la speranza di una serena convalescenza e di un completo ristabilimento. Alle manifestazioni di vicinanza si sono aggiunte iniziative religiose internazionali. Sabato, alle 16 italiane, missionari digitali collegati attraverso Zoom da diversi continenti hanno recitato il Rosario per il Pontefice. All'incontro hanno partecipato persone con fusi orari molto differenti, dalle prime ore del mattino in Messico alla tarda serata nelle Filippine. Monsignor Daniel Blanco, vescovo ausiliare di San José de Costa Rica, ha introdotto la preghiera; nello stesso Paese si è svolto un incontro nazionale di missionari digitali con oltre 80 partecipanti.

Un'altra celebrazione è stata organizzata alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale sulla terrazza del Centro Internazionale di Animazione Missionaria, nel campus della Pontificia Università Urbaniana. Il cardinale Luis Antonio Tagle ha presieduto il Rosario Missionario Internazionale, ricordando il passato di Robert Francis Prevost come missionario in Perù. I Misteri Gloriosi sono stati recitati in italiano, inglese e spagnolo, con meditazioni dedicate ai cinque continenti e tratte da testi e discorsi dei due più recenti Pontefici. Prima della preghiera è stato letto un messaggio di suor Mary Teresa Barron, nominata l'8 ottobre segretario aggiunto del Dicastero per l'Evangelizzazione e presidente delle Pontificie Opere Missionarie.

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