Napoli-Como, un pari che sa di rimpianto: Milinkovic-Savic ancora decisivo
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Redazione Sport
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L’imbattibilità nell’anno solare del “Maradona” è salva, ma per la prima volta in questa stagione a Fuorigrotta una formazione avversaria è riuscita a strappare un punto, che per il Como, uscito dal campo con una rara sensazione di rammarico, ha quasi il sapore di un’occasione mancata. A dividere le due squadre, in un match sostanzialmente equilibrato dove le occasioni da gol non sono state numerose, ci sono state ancora una volta le “manone” di Vanja Milinkovic-Savic, capace di reiterare la sua prodezza di Lecce parando un calcio di rigore, il secondo in soli quattro giorni, a Morata, il quale, è bene dirlo, non ha potuto giovarsi di un’esecuzione impeccabile. Quando gli azzurri, ormai, si vedono assegnare un penalty contro, è lecito pensare che il pericolo sia scampato, poiché il loro estremo custode sta dimostrando di possedere un’affinità quasi innata con la disperazione dei tiratori dall’undici metri.
L'episodio che ha cambiato la partita
Il momento cruciale dell’incontro, quello che ne ha di fatto plasmato l’esito, si è concentrato tutto in quell’attimo di sospensione che precede un tiro dagli undici metri. Milinkovic-Savic, premiato come miglior giocatore della partita, ha ipnotizzato Morata così come aveva fatto con Camarda, trasformando il dischetto nel proprio regno personale e rendendosi artefice principale del secondo “clean sheet” consecutivo della sua squadra. “È quell’attimo che si decide e si va da una parte”, ha commentato con una certa semplicità il portiere, sottolineando come in quelle frazioni di secondo risieda il segreto di una parata. Sebbene abbia riconosciuto l’importanza di tutti i suoi compagni, citando in particolare Lukaku come presenza fondamentale, è stato il suo intervento a evitare alla capolista una sconfitta inaspettata, mantenendola agganciata al primo posto con un punto di vantaggio sulla Roma.
Le valutazioni sul campo
Dall’analisi delle singole prestazioni, emerge un Napoli che fatica a trovare la sua massima espressione, con alcuni elementi chiave che non riescono a incidere come ci si aspetterebbe; Hojlund, per esempio, è rimasto ai margini del gioco, mentre Di Lorenzo, pur crescendo nel finale di gara, mostra i segni di una certa stanchezza, logorato da un impiego continuativo e dalla mancanza di un ricambio adeguato in rosa. Rrahmani, dal canto suo, ha cercato di sopperire a momenti di difficoltà aggrappandosi alla propria esperienza, in una partita dove la solidità difensiva, garantita in ultima istanza dal portiere, è stata l’elemento saliente di una prestazione altrimenti non memorabile. Dal lato del Como, invece, si è visto un collettivo organizzato e pericoloso, con Perrone che si è distinto per una grinta notevole, contribuendo a creare problemi a un avversario considerato superiore.
Le dichiarazioni e il futuro prossimo
Antonio Conte, sulla panchina azzurra, ha definito “giusto” il pareggio contro una “squadra forte” come il Como, riservando però anche un commento diretto, una sorta di “trash talk”, all’indirizzo di Fabregas, con cui ha scherzato sull’impostazione data alla squadra avversaria. Ha poi voluto sottolineare la grinta dei suoi, definendoli “uomini veri”, in un match che ha richiesto soprattutto carattere e attenzione tattica. Ora il calendario impone una rapida torsione mentale: il Napoli tornerà in campo martedì, in Champions League, per ospitare al “Maradona” l’Eintracht Francoforte, mentre il Como, dopo questo pregevole risultato, affronterà al “Sinigaglia” il Cagliari nel prossimo turno di campionato, cercando di capitalizzare la positività di questa prestazione.




