Stellantis, il vento favorevole che soffia da Piazza Affari e le attese per il rilancio in Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una seduta positiva per la casa automobilistica italo-franco-statunitense – nata dalla fusione tra Fca e Psa e oggi guidata dall’amministratore delegato Antonio Filosa – ha regalato un margine del 2,27% a Piazza Affari, dove i riflettori restano accesi sulle prospettive di crescita dopo le difficoltà registrate negli ultimi anni. L’andamento del titolo nel contesto settimanale, rispetto al Ftse Mib, rivela tuttavia una minore forza relativa; un segnale, questo, che potrebbe trasformare il titolo in una preda per i venditori, sempre pronti ad approfittare di potenziali debolezze tecniche. Le implicazioni di breve periodo suggeriscono un sobrio uptrend, incuneato tra una prima area di resistenza a 6,68 euro e un supporto individuato a quota 6,56.

I numeri del primo trimestre e la crescita oltre la media europea

Guardando ai fondamentali, i dati aggiornati al primo trimestre del 2026 confermano un momentum robusto: il gruppo ha registrato un incremento del 12% nelle consegne globali, toccando 1,4 milioni di unità, mentre i ricavi netti sono saliti a 38,1 miliardi di euro. Un risultato, quello della crescita, che appare persino superiore alla media del mercato europeo, trainato in particolare dalle performance di marchi come Fiat e dal lancio di nuovi modelli quali la Jeep Cherokee e la Dodge Charger Six-Pack nel mercato nordamericano. In Europa, le vendite sono aumentate del 5% su base annua (o dell’8% includendo il marchio cinese Leapmotor), consentendo al gruppo di conquistare una quota del 17,5% nel mercato Ue30, la più alta dal primo trimestre del 2024.

La fiducia di Equita Sim e l’incognita della tenuta borsistica

Nonostante questi segnali confortanti, la cautela rimane un imperativo tra gli analisti. Equita Sim, che conferma la raccomandazione "hold" (mantenere) con un prezzo obiettivo fissato a 7,6 euro, osserva come le immatricolazioni di aprile nei due principali Paesi europei – la Francia e l’Italia – abbiano evidenziato rispettivamente una crescita modesta e un ulteriore recupero. L’auspicio degli esperti, come sottolineato nel report, è che si assista a un ulteriore recupero dei volumi a partire dal secondo trimestre, sia negli Stati Uniti (dove i nuovi modelli vanno a regime) sia nel Vecchio Continente. Tuttavia, la minore forza relativa del titolo rispetto all’indice principale milanese suggerisce che, in assenza di volumi consistenti, quella che appare come una corsa potrebbe rivelarsi vulnerabile.

Brasile, la fabbrica del Sudamerica che fa da traino alle esportazioni

Mentre si discute della tenuta in Europa, Stellantis continua a rafforzare la propria presenza in Sud America, dove il Brasile si riconferma un pilastro strategico. Non solo per i volumi di vendita – che mantengono la leadership regionale – ma soprattutto per il peso della sua rete industriale. Nel primo trimestre del 2026, il gruppo ha ampliato produzione ed esportazioni, con 197.715 veicoli prodotti nello stabilimento di Betim (Minas Gerais), Goiana (Pernambuco) e Porto Real (Rio de Janeiro), segnando un +3,3% rispetto all’anno precedente. I dati sull’export parlano chiaro: 34.400 unità sono state spedite all’estero, una crescita del 10,3% rispetto all’ultimo trimestre del 2025, guidata dalla Fiat Strada (9.100 unità) e seguita da Jeep Compass e Citroën C3. Una performance che conferma il Paese come principale hub logistico della regione, capace di servire sia la domanda interna che i mercati limitrofi.

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