Stellantis, il vento del rilancio soffia sull’Europa: a febbraio cresce sei volte il mercato
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Redazione Economia
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Nel panorama automobilistico europeo, il 2026 si apre con una ventata di ottimismo per il gruppo Stellantis, che registra una crescita delle vendite del 11% a febbraio, superando di gran lunga il modesto +1,9% dell’intero settore. Questo risultato, frutto di una strategia commerciale profondamente rivista, rappresenta il terzo mese consecutivo di incremento per il colosso italo-francese, che sembra aver trovato la chiave giusta per rispondere alle nuove esigenze del mercato continentale. A fornire la fotografia più aggiornata sono i dati elaborati da Dataforce, ripresi da Automotive News, che confermano una dinamica di crescita quasi sei volte superiore a quella media del comparto, un'accelerazione che porta la firma del ceo Antonio Filosa. Il manager, insediatosi alla guida del gruppo dopo una lunga carriera sul campo, comincia dunque a raccogliere i frutti del piano presentato agli analisti, un piano che punta tutto su una maggiore disciplina commerciale e, soprattutto, su una gamma di modelli resi più accessibili per riconquistare la fiducia delle famiglie.
Fiat e l’effetto Grande Panda: il traino inarrestabile dei volumi
A trainare questa rimonta è innanzitutto il marchio Fiat, che a febbraio ha registrato un vero e proprio balzo in avanti, grazie al contributo decisivo della nuova Grande Panda. Il modello, che incarna la filosofia del “ritorno alle origini” in chiave moderna, si sta rivelando un autentico best-seller, capace di aggiungere al bilancio del gruppo circa 12.000 unità solo nell’ultimo mese, segnando un incremento complessivo del 51% per il brand torinese. Non si tratta, però, di un fuoco di paglia: l’intera piattaforma “Smart Car”, su cui sorgono la Grande Panda, la nuova Citroën C3 e la Opel Frontera, sta dimostrando tutto il suo potenziale, compensando ampiamente il calo fisiologico dei modelli della precedente generazione. Questa strategia di prodotto, che punta a democratizzare tecnologie e design senza rinunciare alla redditività, sta ridisegnando il posizionamento del gruppo, consentendogli di recuperare quote di mercato in un contesto, quello europeo, ancora segnato da profonde incertezze regolatorie e geopolitiche.
L’alleata cinese Leapmotor e il contributo dei brand gemelli
A corroborare i numeri del gruppo contribuisce anche la joint venture con il costruttore cinese Leapmotor, la cui espansione in Europa procede a ritmi serrati. Il dato relativo alle immatricolazioni della partnership parla chiaro: un +849% rispetto all’anno precedente, una performance che conferma l’efficacia dell’operazione voluta da Stellantis per competere nel segmento dell’elettrico sfruttando la tecnologia asiatica ma avvalendosi della capillare rete distributiva europea. Leapmotor sta rapidamente ampliando la propria presenza, puntando su modelli compatti come la T03 per intercettare una domanda sempre più attenta al rapporto qualità-prezzo, e rappresenta ormai un tassello centrale nella strategia di Filosa per contrastare la concorrenza dei nuovi entranti senza sacrificare i margini. In questo quadro positivo, non si può però ignorare il contributo differenziato degli altri marchi del portafoglio: se Opel e Citroën hanno beneficiato del lancio dei nuovi SUV compatti, confermando la loro vitalità, per Peugeot si registra una tenuta sostanzialmente stabile, a dimostrazione di come il rinnovamento della gamma stia procedendo a velocità diversificate.
Un mercato in attesa e la forza di una strategia consolidata
I dati di febbraio, che seguono un avvio d’anno già positivo per Stellantis (+9,1% nell’Unione Europea a gennaio), delineano una traiettoria netta di discontinuità rispetto alle difficoltà incontrate nel corso del 2025. Mentre concorrenti come il gruppo Renault subiscono la flessione di brand tradizionali come Dacia, e mentre il colosso tedesco Volkswagen fatica a tenere il passo con una crescita solo lineare, Stellantis sembra aver saputo interpretare con maggiore efficacia il momento di transizione del mercato. Il merito, secondo gli analisti, va attribuito alla capacità di coniugare l’aumento dei volumi con un’offerta di veicoli più coerente rispetto alla domanda reale, evitando gli eccessi di ottimismo sull’elettrico puro che hanno penalizzato altri costruttori. Per Antonio Filosa, che nei mesi scorsi aveva annunciato agli investitori un “incoraggiante rimbalzo” della quota di mercato già a gennaio, i numeri di febbraio rappresentano la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. L’effetto combinato dei nuovi modelli di volume e della rinnovata disciplina commerciale sta restituendo slancio al gruppo, in attesa di vedere come evolverà il complesso mosaico delle regolamentazioni sulle emissioni, un tema che rimane centrale per il futuro dell’intero settore.




