Volterra e il Vaticano, due volti della stessa carità nella Giornata dei poveri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella diocesi di Volterra, mentre la Chiesa celebrava la IX Giornata Mondiale dei Poveri, il rito del mandato agli operatori della carità ha segnato, durante le Messe parrocchiali, un impegno concreto e rinnovato verso gli ultimi, un gesto che, seppur locale, riflette una sollecitudine più ampia, quella che lo stesso Pontefice ha incarnato nell’evento romano. A Pomarance, così come in altre realtà della diocesi, il servizio è stato ufficialmente riconosciuto e benedetto, sottolineando come l’azione nelle periferie sia parte integrante di un unico corpo.

Il convivio vaticano e i suoi gesti

In Aula Paolo VI, intanto, si è consumata una scena di profonda umanità, dove una giovane suora delle Missionarie della Carità, la cui attenzione era tutta rivolta a un neonato da allattare, indugiava sul proprio piatto di lasagne con verdure, in un silenzioso ribaltamento di priorità che dice più di molte parole. L’atmosfera, allietata dalle note di una piccola orchestra di Forcella che eseguiva motivi della tradizione napoletana, assumeva i toni di una festa, trasformando il semplice pasto in un momento di condivisione e sollievo.

Storie di accoglienza inaspettata

Tra i circa millatrecento ospiti del pranzo voluto da Papa Leone XIV, spiccava la presenza di una cinquantina di persone transgender, tra le quali Marcella De Marco, la quale, riferendosi al pontefice, ha affermato di aver “trovato un altro padre dopo Francesco”, in un’ideale continuità con l’opera di sostegno che Jorge Mario Bergoglio aveva già offerto, durante la pandemia, alle transgender del litorale romano, accompagnate da don Andrea Conocchia e da suor Geneviève. Un’accoglienza che, senza clamori, scrive pagine nuove.

Il rito semplice di un pasto condiviso

Prima di dare inizio al convivio, il Pontefice ha rivolto ai presenti un breve discorso, concludendo con una preghiera: “Aiutaci tutti a camminare sempre uniti nel tuo amore. Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen. Buon pranzo e auguri!”. Un menù semplice, composto da una porzione di lasagna di verdura, una cotoletta con contorno e un dolce, ha costituito la sostanza materiale di una giornata il cui vero nutrimento è stato quello della dignità ritrovata.

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