La lunga giornata di Starmer: dimissioni, ringraziamenti e l'ombra del «re del Nord» Burnham

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La voce era incrinata, gli occhi lucidi, quando lunedì Keir Starmer si è presentato davanti al numero 10 di Downing Street per pronunciare le parole che il suo partito e il Paese attendevano ormai da giorni. «Mi dimetterò da leader del Partito Laburista», ha annunciato il premier britannico, mettendo fine a una settimana di fibrillazioni politiche e di voci sempre più insistenti su una possibile successione.

La domanda che il suo gruppo parlamentare si è posto con crescente urgenza – se fosse ancora lui la persona giusta per guidare il Labour alle prossime elezioni generali – ha trovato una risposta che Starmer ha detto di accettare «con dignità», ribadendo che ogni decisione presa nei mesi precedenti è stata guidata dall'intenzione di mettere al primo posto il Paese che ama. Prima dell'annuncio pubblico, il primo ministro aveva già informato della sua decisione Sua Maestà il Re, come richiede il protocollo costituzionale britannico.

Il ringraziamento di Von der Leyen

La notizia delle dimissioni ha scatenato una ridda di reazioni internazionali, e la più significativa è arrivata direttamente da Bruxelles. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scelto i social network per rivolgersi al premier uscente con parole che suonano come un'autentica benedizione politica: «Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che tu sei riuscito a diventare in soli due anni», ha scritto su X, aggiungendo che la sicurezza dell'Europa e dell'Ucraina è «più solida grazie a te».

Un messaggio di ringraziamento personale – «Grazie, caro Keir» – che sottolinea il ruolo giocato da Starmer nel sostenere Kiev e nel rafforzare il fronte occidentale, ma che al contempo fotografa l'eccezionalità di una parabola politica che, seppur breve, ha lasciato il segno sulle alleanze continentali.

La mossa decisiva di Makerfield

A determinare la svolta, e a decretare di fatto la fine dell'era Starmer, è stata una vittoria elettorale che porta un nome e un cognome precisi: Andy Burnham. Il sindaco di Manchester, da tutti soprannominato il «re del Nord» per la sua influenza politica nella regione della Grande Manchester, ha conquistato da pochi giorni il seggio di Makerfield in un'elezione suppletiva che lo ha proiettato direttamente a Westminster.

La vittoria è stata a valanga – con un margine schiacciante sul candidato di Reform, il partito populista guidato da Nigel Farage – e ha immediatamente trasformato Burnham nel premier in pectore della Gran Bretagna. Durante la campagna elettorale, il neo-eletto aveva ammonito gli elettori con un messaggio che ora risuona come un annuncio profetico: «Questa è l'ultima chance per il cambiamento, non ce ne sarà una seconda».

Parole che, alla luce delle dimissioni di Starmer, assumono il peso di un autentico passaggio di consegne, anche se la successione formale dovrà ancora essere ufficializzata dal partito.

Il credo del «manchesterismo» e i timori dei mercati

Burnham non è un politico qualunque, e la sua ascesa verso Downing Street porta con sé un'ideologia ben precisa, da lui stesso coniata come «manchesterismo». Un credo che combina interventismo statale, investimenti sulle infrastrutture del Nord e una visione decentralizzatrice del potere, in netto contrasto con l'egemonia politica ed economica di Londra.

Tuttavia, proprio questa sua identità politica così marcata sta iniziando a preoccupare gli ambienti finanziari: i mercati, tradizionalmente diffidenti verso le svolte troppo radicali, guardano con inquietudine al programma economico del «re del Nord», temendo che le sue politiche possano allontanare gli investitori e minare la stabilità fiscale del Regno Unito.

A ciò si aggiungono gli imbarazzi personali che hanno costellato la sua carriera, come la barzelletta circolata nei salotti buoni di Westminster che lo ritrae in una luce poco lusinghiera, un aneddoto che i suoi detrattori utilizzano per metterne in dubbio la statura internazionale.

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