Caro gasolio in Calabria, il Movimento Popolare Nazionale attacca Coldiretti: "Delibera è un'elemosina, mobilitazione non si ferma"

Caro gasolio in Calabria, il Movimento Popolare Nazionale attacca Coldiretti:Delibera è un'elemosina, mobilitazione non si ferma"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   La delibera con cui la Regione Calabria ha stanziato cinque milioni di euro per il carburante agricolo non è il frutto del confronto istituzionale rivendicato da Coldiretti, ma l'effetto diretto delle mobilitazioni popolari in corso da giorni. È la tesi del Movimento Popolare Nazionale, che per bocca di Giancarlo Greco respinge il tentativo dei vertici dell'organizzazione di categoria di intestarsi meriti inesistenti. La misura regionale prevede un contributo di trenta centesimi al litro per il gasolio acquistato tra marzo e settembre 2026 e riguarda 10.200 aziende agricole individuate attraverso la piattaforma Uma.

La polemica sulla genesi del provvedimento

«La delibera della Regione Calabria, con la quale si dà un'elemosina sul carburante agricolo come contributo all'acquisto, e solo per quello acquistato da marzo a settembre 2026, non è il frutto del confronto istituzionale rivendicato da Coldiretti, ma l'effetto diretto ed esclusivo delle durissime mobilitazioni popolari che da giorni vedono centinaia di produttori e autotrasportatori presidiare la regione», si legge in una nota diffusa dal Movimento.

Greco non risparmia l'ironia nei confronti del presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto: «Meno male che è intervenuta Coldiretti e ha spinto la Regione a fare questa operazione. Meno male, la Regione ha messo i soldi sul tavolo. Ma per che cosa? Due soldi, una miseria buttata sul tavolo, e solo perché costretta dalla pressione degli agricoltori veri, dalla gente che ci ha messo la faccia».

Le richieste rimaste inevase

Il Movimento Popolare Nazionale contesta anche l'atteggiamento dell'associazione di categoria, accusata di non aver sostenuto adeguatamente i produttori negli ultimi mesi. «Presidente Aceto, per il rispetto dovuto a chi sta portando avanti questa battaglia, lei non doveva ringraziare la politica e le istituzioni per questa elemosina. Doveva invece ringraziare le persone dei presidi di Davoli, Spezzano, San Marco, Lamezia, Crotone e Cerchiara e tutti gli altri sparsi da nord a sud della Calabria», affermano gli aderenti al Movimento.

Nel mirino finisce anche la tempistica dell'intervento: «Di fronte a una crisi assolutamente prevedibile, solo ora parlate? Capiamo tutto quello che volete, ma la vostra visione è che l'agricoltura in Calabria muore proprio per questo appiattimento nei confronti della politica».

Il quadro della mobilitazione

La protesta degli agricoltori calabresi va avanti dal 28 settembre e coinvolge anche gli autotrasportatori. Fedralog, la federazione regionale della logistica, ha proclamato una mobilitazione fino al 20 ottobre con circa quindici presidi nelle province calabresi: a Gioia Tauro i Tir sono schierati a bordo strada nella zona del porto, mentre nel Cosentino i mezzi pesanti stazionano in prossimità degli svincoli dell'autostrada A2.

Non si tratta di un blocco vero e proprio: i camion restano ai margini della carreggiata sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine, ma il restringimento delle corsie rallenta la circolazione in diversi tratti.

Le ragioni della protesta

Alla base della mobilitazione ci sono i costi insostenibili del carburante. Secondo i dati del ministero dell'Ambiente, la media mensile del gasolio è aumentata di circa 35 centesimi al litro rispetto a febbraio, superando a settembre i 2,16 euro. Le rilevazioni del Mimit del 10 ottobre indicavano il diesel self a 2,252 euro al litro sulla rete nazionale.

Fedralog denuncia soprattutto la crisi di liquidità delle imprese e chiede l'istituzione di una Consulta regionale dell'autotrasporto e della logistica, che diventi una sede stabile di confronto su carburante, tariffe, fiscalità, infrastrutture, accesso al credito e rinnovo delle flotte. Prima ancora delle otto richieste rivolte al governatore Roberto Occhiuto, la federazione lamenta l'assenza di risposte concrete da parte della Regione.

Le posizioni delle forze politiche

Sulla vicenda sono intervenute anche altre forze politiche. Il Movimento 5 Stelle, attraverso la capogruppo regionale Elisa Scutellà, ha espresso solidarietà ai manifestanti e contestato quella che considera una scarsa attenzione da parte dell'informazione nazionale: «È incredibile il silenzio di tv e giornali nazionali sulle proteste che da settimane stanno agitando la Calabria».

L'europarlamentare Pasquale Tridico ha denunciato l'assenza di un confronto istituzionale con il comparto agricolo, chiedendo alla Regione di aprire un tavolo con i lavoratori: «La Calabria ha ignorato questa protesta, che non riguarda soltanto Cosenza».

La posizione della Regione

L'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo ha rivendicato la bontà dell'intervento, spiegando che i cinque milioni di euro erano sufficienti per indennizzare gli agricoltori calabresi nella misura massima prevista dalla legge, in base al gasolio ritirato dai grossisti. «I soldi saranno trasferiti a tutte le 10.200 aziende agricole calabresi dotate di Iban nel fascicolo aziendale. Nessuna discriminazione: le risorse vanno all'intero comparto», ha dichiarato Gallo al Festival Terre Vibonesi.

L'assessore ha inoltre avviato un'iniziativa con gli assessori all'Agricoltura di Campania, Puglia e Basilicata per chiedere alla Commissione europea maggiore flessibilità nell'utilizzo delle risorse del Complemento di sviluppo rurale.

La posizione degli autotrasportatori

Sul fronte dell'autotrasporto, la Giunta regionale ha destinato dieci milioni di euro sui quindici totali previsti dalla legge regionale 32/2026. Nei prossimi giorni Fincalabra renderà operativa una piattaforma a cui i beneficiari potranno accedere caricando la documentazione che attesta l'acquisto del carburante.

La misura si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che coinvolge anche la Sicilia, dove dall'altra parte dello Stretto è in programma il fermo degli autotrasportatori fino al 20 ottobre, con mezzi immobili nei piazzali delle aziende e nessun semirimorchio ritirato dai porti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.