Caro carburanti, il gasolio sfiora i tre euro a Prato e Coldiretti prepara la protesta a Firenze
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Redazione Interno
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Il prezzo del gasolio servito torna a sfiorare quota tre euro al litro in Toscana e la mappa dei rincari disegna un quadro tutt'altro che omogeneo tra le province. A Prato, secondo i dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il diesel ha raggiunto 2,997 euro al litro con il servizio assistito, mentre in modalità self service il prezzo scende a 2,2 euro. La benzina, nello stesso impianto, costa 2 euro al litro al self e arriva a 2,8 euro al servito.
Tradotto in termini pratici, un pieno da cinquanta litri di benzina passa da 100,30 euro a 141,20 euro a seconda che si scelga l'una o l'altra modalità, con una differenza di 40,90 euro.
La geografia dei prezzi tra Firenze, Pisa e Livorno
Il fenomeno non si esaurisce nel territorio pratese. A Sesto Fiorentino, in via Pier Paolo Pasolini, la benzina viene venduta a 2,18 euro al litro al self e a 2,49 euro al servito, mentre il gasolio si attesta intorno a 2,3 euro al self e 2,6 euro al servito. Prezzi analoghi si registrano lungo la Firenze-Pisa-Livorno: nell'area di servizio di Collesalvetti, al chilometro 70+650 in direzione Firenze, la benzina costa 2,18 euro al self e 2,49 euro al servito, con il gasolio che passa da quasi 2,3 euro a 2,69 euro. Stessi valori a Pisa, in via Cisanello.
Il confronto con il resto della regione mostra come Prato resti l'epicentro del rincaro per quanto riguarda il gasolio servito, complice una dinamica che sembra premiare chi è disposto a scendere dall'auto e impugnare la pistola senza l'intervento dell'addetto.
L'aumento su base annua e il peso sui bilanci familiari
A denunciare l'entità della crescita dei listini è il Codacons, secondo cui il diesel è rincarato del 39 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 63,3 centesimi al litro in più. Per un pieno da cinquanta litri significa spendere 31,65 euro in più rispetto a un anno fa. Anche la benzina ha subito un incremento annuo del 19,7 per cento, con una maggiore spesa di circa 16,70 euro per lo stesso quantitativo.
I dati diffusi dal Mimit confermano che sulla rete stradale ordinaria la benzina self costa mediamente 2 euro al litro e il gasolio 2,2 euro, mentre sulle autostrade si sale rispettivamente a 2,05 e 2,3 euro. Si tratta di rincari che arrivano nonostante gli sconti e i tetti di prezzo applicati da alcune compagnie petrolifere, e che rischiano di riflettersi sui costi dei prodotti trasportati su gomma.
Coldiretti in piazza il 19 ottobre da via Cavour
Sul fronte della mobilitazione, Coldiretti ha annunciato una manifestazione per lunedì 19 ottobre a Firenze, con partenza da via Cavour. Lo slogan scelto è "Il gasolio agricolo brucia il futuro degli agricoltori": migliaia di produttori raggiungeranno il capoluogo toscano per chiedere risorse straordinarie contro l'impennata dei prezzi di gasolio, fertilizzanti e concimi azotati, con l'obiettivo dichiarato di evitare il tracollo delle principali filiere agricole regionali.
La protesta toscana segue di poche ore i cortei dei trattori che nella giornata di sabato hanno attraversato diverse zone della Sicilia, dalla Valle del Belice a Caltagirone, segno di un malcontento che ormai coinvolge l'intera filiera agroalimentare del Mezzogiorno e non solo.
Salvini chiama i camionisti e promette un incontro
Il caro carburante continua intanto a infiammare il settore del trasporto su gomma, con presidi che da giorni paralizzano ampie porzioni del Sud Italia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha avuto questa mattina un colloquio telefonico diretto con uno dei camionisti in presidio al casello autostradale di Poggio Imperiale, nel Foggiano. Durante la chiamata, il titolare del Mit si è impegnato a fissare un incontro ufficiale con una rappresentanza di autotrasportatori provenienti da Puglia, Calabria e Sicilia.
"Posso convocare un altro tavolo con voi, un incontro dedicato al Sud, partendo da una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia", ha detto il ministro nel corso della conversazione, ricordando che martedì alle 10 è già in programma un tavolo tecnico istituzionale in Prefettura a Milano con sindacati e associazioni di categoria.
I presidi in Calabria e le richieste degli autotrasportatori
In Calabria la protesta prosegue da oltre ventiquattro ore. Numerosi camion restano fermi lungo la Statale 18, nell'Alto Tirreno cosentino, con presidi a Santa Maria del Cedro, Tortora e San Lucido. "Chiediamo aiuto, chiediamo aiuto perché gli autotrasportatori non ce la fanno più, i conti non tornano più", dice Giovanna Chianello, portavoce del presidio di San Lucido. Nella zona di Lamezia Terme si registrano lunghe code di camion, Tir e furgoni fermi ai bordi delle strade, con traffico rallentato ma scorrevole.
I manifestanti ribadiscono le loro ragioni e annunciano che andranno avanti nella lotta. Secondo Mario Pansini, coordinatore regionale della Federazione Autotrasporti Logistica Calabria, un pieno oggi è aumentato di circa 600 euro, il che significa che in sei mesi un trattore stradale ha pagato 12mila euro in più.
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