Bangladesh: proteste e violenza segnano una settimana di tensione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le strade di Dacca, in Bangladesh, sono state teatro di violenza e proteste. Migliaia di persone hanno manifestato contro il sistema di assegnazione dei posti di lavoro statali, incontrando una risposta violenta da parte del governo.

Un bilancio pesante

L'esercito ha risposto con la forza, sparando sulla folla e causando la morte di oltre 100 persone dall'inizio delle dimostrazioni. La situazione è ulteriormente degenerata quando gli agenti di polizia hanno ricevuto l'ordine di sparare a vista in caso di casi estremi. Questo ordine è stato preso alla lettera, portando a un bilancio di almeno 151 morti in tutto il Paese durante i violenti scontri tra le autorità di pubblica sicurezza e gli studenti.

Cambiamenti nel sistema di quote

La Corte Suprema del Bangladesh ha bloccato il piano del governo di introdurre un sistema di quote per riservare posti pubblici ai familiari dei reduci. Questa decisione ha innescato le proteste che sono state represse nel sangue dalla polizia, provocando oltre 100 morti. Secondo la sentenza della Corte, il 93% dei posti pubblici dovranno essere conferiti in base al merito, mentre solo il 5% andrà ai familiari dei reduci della guerra di indipendenza contro il Pakistan del 1971 e il 2% ad appartenenti a minoranze etniche o persone disabili.

La risposta del governo

Il governo del Bangladesh, guidato dal primo ministro Sheikh Hasina, ha reagito imponendo il coprifuoco nel Paese. Questa mossa è arrivata dopo che, negli ultimi due giorni, il governo ha soffocato nel sangue la rivolta degli studenti, causando oltre cento morti. All'origine dei disordini c'è stata la protesta contro il sistema di assegnazione degli impieghi nel settore pubblico, che ha scatenato una vera sollevazione popolare e l'assalto alle carceri, dalle quali sono stati liberati centinaia di detenuti.

La situazione in Bangladesh rimane tesa. Le proteste continuano nonostante la dura repressione del governo e la modifica del sistema di quote. La popolazione chiede un cambiamento radicale, ma la risposta del governo finora è stata solo la violenza. Il futuro del Paese è incerto, ma una cosa è chiara: la popolazione del Bangladesh non è disposta a rinunciare alla lotta per i propri diritti.

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