Proteste in Bangladesh: arresti e vittime in aumento
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Redazione Esteri
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Le proteste studentesche in Bangladesh contro la controversa legge sull'assunzione dei dipendenti pubblici continuano a crescere. Secondo i dati forniti dalla polizia e dagli ospedali, il bilancio delle vittime è salito a 174 persone e sono state arrestate oltre 2.500 persone.
Proteste in aumento
Le proteste sono iniziate a seguito della riattivazione da parte di un tribunale del sistema delle quote per il pubblico impiego, abolito nel 2018 dalla Corte suprema in quanto ritenuto discriminatorio e certamente non meritocratico. Gli studenti da giorni protestano a Dacca, la capitale del Bangladesh, e in altre città del paese.
Arresti e vittime
I funzionari di polizia della capitale Dhaka, della città portuale di Chittagong e di altre città hanno fornito ulteriori dettagli sugli arresti, che ora ammontano a 2.580. Il bilancio delle vittime è salito a 174 persone.
La comunità del Bangladesh di Trieste
Anche la comunità del Bangladesh di Trieste si è unita alle proteste in corso in molti Stati del mondo contro l'attuale primo ministro, Sheikh Hasina, accusata di aver represso le rivolte studentesche scoppiate nel Paese sud-asiatico, provocando più di 100 morti.
Ripristino della connessione internet
Nella serata di oggi, sarà tuttavia ripristinata parte delle connessioni internet. "La banda larga sarà ripristinata questa sera", ha dichiarato a AFP Junaid Ahmed, il ministro delle telecomunicazioni del Bangladesh. Questo potrebbe rappresentare un passo importante per garantire la libertà di informazione e di espressione nel paese.
Il problema del nepotismo e della corruzione
Il sistema prevede che ampie quote dei posti pubblici siano riservate a specifiche categorie, persino ai parenti dei caduti e ai reduci di guerra dell'indipendenza dal Pakistan del 1971. Tuttavia, il problema centrale rimangono nepotismo e corruzione, con quasi tutti i posti assegnati a parenti e amici con scarsa formazione. Questo è uno dei principali motivi di protesta degli studenti, che chiedono un sistema più meritocratico e trasparente.




