Violente proteste in Bangladesh: il bilancio delle vittime sale a 300
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Redazione Esteri
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Le proteste antigovernative in Bangladesh hanno raggiunto un livello di violenza senza precedenti, con un bilancio complessivo di almeno 300 vittime. Solo nella giornata di ieri, 94 persone hanno perso la vita, segnando il numero più alto di morti in settimane di manifestazioni. La capitale Dacca è presidiata da soldati e poliziotti, con blocchi stradali e barricate che regolano l'accesso alle vie che portano all'ufficio del primo ministro Sheikh Hasina.
La risposta delle autorità
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha espresso profonda preoccupazione per la situazione, esortando il governo a cessare di prendere di mira i manifestanti pacifici. Turk ha sottolineato il rischio di ulteriori perdite di vite umane durante il raduno di massa previsto a Dacca, soprattutto a causa della presenza dell'ala giovanile del partito al governo, mobilitata contro i manifestanti.
Le cause delle proteste
Le proteste sono iniziate con gli studenti che cercavano di porre fine a un sistema di quote per i lavori governativi. Negli ultimi giorni, decine di migliaia di dimostranti sono tornati in piazza, nonostante il coprifuoco imposto dal governo e l'interruzione della connessione Internet mobile nel tentativo di arginare i disordini.
La situazione attuale
Le manifestazioni continuano a crescere in intensità, con i manifestanti antigovernativi che hanno in programma di marciare verso la capitale Dacca. L'esercito ha imposto un coprifuoco a tempo indeterminato, mentre le autorità cercano di mantenere il controllo della situazione. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, sperando in una risoluzione pacifica del conflitto.




