Carburanti, tra pompe a secco e prezzi in salita: il mercato è sotto stress senza che ci sia un’emergenza reale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I cartelli con la scritta “carburante esaurito” o “benzina esaurita”, comparsi qualche settimana fa in diversi distributori italiani – da Treviso a Como, lungo la rete urbana e in alcuni casi anche su quella autostradale – hanno riacceso un riflesso ormai familiare tra gli automobilisti: la paura di restare senza rifornimento. Al momento, però, si tratta più di una percezione alimentata dal contesto internazionale – con il nuovo rialzo delle tensioni geopolitiche e la guerra in Iran che ha riportato volatilità sui mercati energetici – che di una vera emergenza legata a presunte mancanze di materia prima raffinata. Nessun dato ufficiale segnala uno stop alle forniture, eppure il sistema mostra segnali di affaticamento.

Prezzi alle stelle e record infranti, con tre Regioni fuori scala

Diverse pompe hanno ormai infranto il record del 2022, e la Pasqua degli automobilisti si preannuncia amara. La guerra in Iran – voluta da Israele e dagli Stati Uniti, dove Trump è di nuovo presidente – non accenna a finire, e la crisi dello stretto di Hormuz sta mettendo le ali ai prezzi della benzina. Al netto degli interventi governativi, i rincari infrangono record su record. Il gasolio, in particolare, ha superato il massimo storico in tre territori italiani: Calabria, Lombardia e Alto Adige. Una soglia critica, quest’ultima, che non veniva toccata dal marzo del 2022, quando la guerra in Ucraina sconvolse per la prima volta i mercati energetici.

Assalto ai distributori Eni e il caso di Trento tra taniche e scorte esaurite

Alcuni distributori Eni di Trento hanno esaurito le scorte di diesel – e in alcuni casi anche di benzina – complici i prezzi particolarmente competitivi della compagnia, unica a mantenere il diesel sotto i 2 euro. Quel differenziale, seppur minimo, ha scatenato una corsa agli acquisti. Gli automobilisti si presentano con taniche per fare scorta, temendo di restare a secco, e nessun gestore è in grado di dire quando arriveranno nuovi rifornimenti. Una dinamica che ricorda l’assalto ai beni di prima necessità, ma che qui si consuma silenziosamente davanti alle pompe di una città di medie dimensioni.

Dall’uovo di Pasqua ai rincari regionali, la mappa della benzina più cara

Nell’uovo di Pasqua degli italiani sono piovuti altri rincari del carburante. Ci sono Regioni in cui il pieno costa persino più che altrove, e la forbice si allarga. Con il protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz – lo avevamo anticipato – era solo questione di giorni prima che i prezzi tornassero a mordere. Non c’è cioccolato al latte che tenga ad addolcire questa situazione: la tensione sullo stretto sta comprimendo i flussi di greggio e i prodotti raffinati, e il mercato reagisce di conseguenza. Nessun distributore, per ora, può garantire quando e se la discesa ricomincerà.

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