Carburanti scontati, assalto alle pompe: a Vicenza vendite quintuplicate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli sconti sui carburanti hanno provocato un'impennata dei rifornimenti nelle stazioni Enilive di Vicenza, dove alcuni impianti hanno venduto in un solo giorno fino a cinque volte la quantità abituale di benzina e diesel. Le file di automobili sono proseguite anche nella mattinata successiva, con un afflusso tale da far scendere rapidamente il livello delle cisterne. Per almeno un distributore è stato necessario organizzare una consegna supplementare di carburante per rispondere alla domanda generata dai prezzi ribassati.

Le code alle pompe e l'effetto dei prezzi ribassati

La corsa al pieno mostra quanto rapidamente gli automobilisti reagiscano alle differenze di prezzo quando il costo di benzina e gasolio raggiunge livelli elevati. Il fenomeno non riguarda soltanto il numero di clienti entrati nelle stazioni di servizio: l'aumento delle quantità erogate ha modificato anche la normale gestione delle scorte, costringendo alcuni impianti a rivedere i tempi dei rifornimenti. La concentrazione della domanda sulle pompe che applicano lo sconto crea infatti uno spostamento immediato dei consumatori verso i punti vendita più convenienti, mentre gli impianti che mantengono prezzi superiori possono subire un calo altrettanto rapido della clientela.

Una situazione opposta è emersa nella prima periferia di Bologna, dove una stazione IP risultava praticamente deserta mentre l'addetto continuava a lavorare nell'impianto. L'esercente ha spiegato di essere soltanto il presidiante e non il gestore e di non poter modificare autonomamente i listini. L'adeguamento, ha precisato, sarebbe arrivato soltanto dopo le indicazioni della società: i valori indicati erano 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il diesel. Nel frattempo, dall'inizio della settimana, il punto vendita aveva registrato una netta diminuzione dei clienti.

La concorrenza mette in difficoltà alcuni distributori

Il meccanismo evidenzia una delle conseguenze meno immediate dell'iniziativa: non tutti gli impianti hanno la stessa possibilità di intervenire sul prezzo finale. Le grandi compagnie integrate possono decidere politiche commerciali estese alla propria rete, mentre chi opera in una singola stazione può dipendere dalle condizioni stabilite a monte. Quando un distributore vicino abbassa sensibilmente il listino, l'impianto che non può adeguarsi rischia quindi di perdere una parte consistente dei rifornimenti, anche se la decisione sul prezzo non dipende direttamente da chi lavora alla pompa.

La pressione competitiva è diventata particolarmente evidente dopo l'intervento di Eni, seguito da IP, controllata dalla società azera Socar. Il risultato è un mercato nel quale lo sconto non produce soltanto un beneficio immediato per chi riesce a rifornirsi al prezzo calmierato, ma sposta rapidamente i flussi tra le diverse stazioni di servizio. L'esperienza osservata in Emilia-Romagna mostra il problema dal punto di vista degli esercenti: abbassare il prezzo può significare comprimere i margini, mentre non farlo può tradursi nella perdita dei clienti attratti dalle pompe concorrenti.

Tabarelli: gli sconti sono una misura tampone

Sulla capacità di questi interventi di affrontare la crisi energetica è intervenuto Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, definendo gli sconti sui carburanti una misura tampone. Il ragionamento riguarda il rapporto tra prezzi, disponibilità dell'energia e domanda: se la crisi si prolunga, secondo l'esperto, non è possibile rispondere semplicemente continuando a ridurre il costo pagato dai consumatori. La sua indicazione è invece quella di intervenire anche sui consumi, perché il problema non si esaurisce nel prezzo esposto sui tabelloni delle stazioni di servizio.

Il tetto applicato alla pompa ha anche una dimensione politica. L'iniziativa consente al governo guidato da Giorgia Meloni di affrontare il caro carburanti senza ricorrere a un nuovo taglio generalizzato delle accise, mentre le compagnie che hanno aderito assorbono direttamente una parte dell'intervento commerciale. Per gli automobilisti l'effetto più visibile è quello osservato nelle stazioni prese d'assalto; per gli operatori che non possono seguire immediatamente i ribassi, invece, la differenza di prezzo si trasforma in una questione di concorrenza e sostenibilità economica del singolo impianto.

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