Allerta fentanyl, il ministero della Salute stringe il cerchio: farmacisti in prima linea
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Redazione Salute
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Il sistema di controllo nazionale si stringe intorno alla minaccia, silenziosa e potenzialmente letale, del fentanyl e dei suoi analoghi. Con una circolare emanata dalla Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Farmaco, Ufficio Centrale Stupefacenti, il Ministero della Salute ha infatti diramato nuove e stringenti direttive per arginare qualsiasi possibilità di diffusione illecita di questi oppioidi sintetici, che in altre parti del mondo – segnatamente negli Stati Uniti dove l'amministrazione Trump si è confrontata con la crisi – hanno innescato vere e proprie emergenze sanitarie. L’obiettivo, che si declina in un rafforzamento immediato dei controlli sulle prescrizioni, è quello di creare una barriera invalicabile attorno a molecole destinate a un uso medico legittimo ma estremamente pericolose se deviate verso il mercato clandestino.
Il decalogo operativo per le farmacie
In attesa che la completa dematerializzazione delle ricette diventi una realtà operativa in tutto il territorio, strumento ritenuto fondamentale per azzerare i rischi di falsificazione, è stata intensificata la vigilanza sulla cosiddetta “ricetta bianca” cartacea. La circolare ministeriale, rivolgendosi non solo alle farmacie ma a tutte le strutture sanitarie e agli ordini professionali, fornisce un decalogo di indicazioni pratiche che elevano il livello di attenzione richiesto ai farmacisti, chiamati a svolgere un ruolo di primo piano nel filtrare le prescrizioni sospette. Si tratta, in sostanza, di una serie di misure che trasformano le farmacie in veri e propri presidi di controllo, capaci di intercettare anomalie e segnalare potenziali abusi prima che i farmaci escano dai canali legittimi.
La vigilanza sulla ricetta cartacea
Il documento ministeriale, il cui tono è di marcata urgenza, richiede espressamente un controllo “elevatissimo” sull'utilizzo del supporto cartaceo per i medicinali a base di fentanyl. La scelta di puntare i riflettori su questo aspetto – in una fase di transizione verso l'obbligatorietà della ricetta elettronica – non è casuale, poiché è proprio la ricetta fisica a essere maggiormente esposta a tentativi di alterazione o di furto. Le indicazioni fornite mirano quindi a colmare, con una rigorosa procedura di verifica, il gap temporale che ancora separa dall'adozione totale dello strumento digitale, considerato molto più sicuro e tracciabile.
Un allarme che arriva da lontano
La mossa del Ministero, per quanto riguardi il contesto italiano, appare fortemente influenzata dalle drammatiche esperienze maturate oltreoceano, dove la crisi degli oppioidi sintetici ha assunto dimensioni epidemiche. Il fentanyl, la cui potenza è di gran lunga superiore a quella della morfina, rappresenta infatti il simbolo di un'ondata di overdose che ha causato un numero impressionante di vittime. Prevenire che un simile scenario, pur con le sue specificità, possa attecchire anche nel nostro paese è l'intento primario che traspare dalla circolare, la quale cerca di istituire un modello di sorveglianza proattiva e diffusa, coinvolgendo attivamente tutti gli attori della filiera del farmaco.




