Fentanyl, la "droga degli zombie" fa paura: farmacisti in prima linea con un decalogo del ministero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L'allarme, sebbene per ora contenuto, è già un fatto. Il Fentanyl, l'oppioide sintetico definito non a caso "droga degli zombie" per i suoi effetti devastanti e una potenza cinquanta volte superiore a quella dell'eroina, ha fatto la sua comparsa, seppur in quantità limitate, anche nel nostro paese. La Regione Emilia Romagna, tra le altre, ha dichiarato di essere già pronta a contrastare il fenomeno, che ha già assunto i connotati di una tragedia sociale negli Stati Uniti, dove l'amministrazione del presidente Trump continua a fronteggiare un'emergenza sanitaria di proporzioni gigantesche con decine di migliaia di vittime ogni anno. La sostanza, nata come potente analgesico in terapia del dolore, circola illegalmente in diverse formulazioni, liquide o in polvere, spesso mescolata ad altre droghe senza che chi ne fa uso ne sia consapevole, con esiti che possono rivelarsi letali nel giro di pochi minuti.
La circolare e il ruolo cruciale delle farmacie
In attesa che la ricetta elettronica diventi pienamente operativa, scongiurando così una parte dei rischi, il Ministero della Salute ha diramato una circolare destinata alla Federazione Ordini Farmacisti Italiani nella quale richiama a un livello di vigilanza "elevatissimo". L'obiettivo, chiaro e diretto, è quello di potenziare i controlli sulla cosiddetta "ricetta bianca", il modulo cartaceo ancora in uso e particolarmente vulnerabile a falsificazioni e usi impropri. È proprio attraverso canali illeciti, che spesso partono da prescrizioni contraffatte, che farmaci a base di Fentanyl e altri oppioidi sintetici potrebbero finire sul mercato nero, alimentando un traffico i cui margini di profitto sono altissimi e i cui costi in termini di vite umane sono già drammaticamente noti Oltreoceano.
Il decalogo operativo per i farmacisti-sentinella
Il documento ministeriale non si limita a lanciare un monito, ma fornisce ai farmacisti un preciso decalogo operativo, una serie di indicazioni pratiche per rafforzare i controlli al banco. Si tratta, in sostanza, di trasformare le oltre diciottomila farmacie territoriali in altrettante sentinelle capaci di intercettare anomalie e segnalare tentativi sospetti. Tra le verifiche raccomandate, oltre a quelle sulla regolarità formale della ricetta, rientrano l'attenzione alla coerenza della posologia prescritta, la verifica dell'identità del paziente e della sua reale necessità terapeutica, specialmente quando ci si trova di fronte a prescrizioni per sostanze ad alto rischio di abuso, categoria in cui rientrano, insieme al Fentanyl, anche le benzodiazepine. Un ruolo di filtro essenziale, dunque, che assegna al farmacista una responsabilità di salute pubblica senza precedenti in questo specifico ambito.
La sfida tra prevenzione e mercato illegale
La battaglia, come dimostrano purtroppo casi di cronaca nera dove indagini hanno smantellato reti dedite allo spaccio di farmaci potenti, si gioca su un doppio fronte. Da un lato c'è la necessità di garantire l'accesso a terapie antidolorifiche essenziali per i pazienti che ne hanno effettivo bisogno, dall'altro c'è l'imperativo di erigere una barriera invalicabile attorno al circuito illecito. La circolare, in questo senso, rappresenta un primo, importante passo per coordinare le difese a livello nazionale, cercando di anticipare quella che potrebbe diventare un'ondata difficile da gestire. La posta in gioco è alta, perché il Fentanyl, per la sua estrema potenza e la facilità con cui può essere miscelato, rappresenta una minaccia subdola e particolarmente insidiosa, contro la quale la vigilanza umana rimane, al momento, uno degli strumenti più efficaci.




