Mattarella accoglie al Quirinale papa Leone, che arriva in anticipo e parla di pace

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il cortile d'onore del Quirinale, appena rischiarato dal sole di ottobre, ha visto sfilare trentadue corazzieri a cavallo, una scorta d'onore che precedeva l'arrivo, largamente anticipato rispetto al programma, di papa Leone XIV. L'appuntamento, fissato per le undici, ha costretto gli staff a una riorganizzazione fulminea quando, alle dieci e quaranta, l'automobile papale è già comparsa mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stava ultimando un messaggio di "sconcerto e profondo dolore" per la tragica scomparsa di tre carabinieri. Gli obiettivi dei fotografi, pronti a immortalare un evento storico quale è la prima visita ufficiale di questo Pontefice al Colle, hanno così catturato con largo anticipo la cotta, la stola e la mozzetta rossa di papa Prevost, il quale, scendendo dal veicolo, è stato accolto dal capo dello Stato.

Il saluto del Papa e il ricordo del legame con la storia

"La ringrazio per le gentili parole che mi ha indirizzato e per l’invito a venire qui, al Quirinale, Palazzo a cui tanto sono legate la storia della Chiesa Cattolica e la memoria di numerosi Pontefici". Con questa dichiarazione, che riecheggiava la solennità del luogo, Leone XIV ha avviato i suoi ringraziamenti, definendosi, in qualità di Vescovo di Roma e Primate d'Italia, particolarmente legato a un gesto che rinnova "il forte legame che unisce la Sede di Pietro al Popolo italiano". Il suo discorso, articolato e misurato, ha voluto sottolineare i "cordiali rapporti bilaterali" tra Italia e Santa Sede, che si sviluppano, ha affermato, in un clima di "sincera amicizia e fattiva mutua collaborazione", ringraziando in particolare l'Italia per l'impegno profuso nella gestione del Giubileo e degli eventi legati al passaggio di pontificato.

I temi affrontati da Mattarella e l'appello condiviso

Dopo i saluti nel cortile, i due capi di Stato si sono confrontati nel Salone delle Feste, dove Mattarella, prendendo per primo la parola, ha tracciato un quadro delle crisi internazionali. Ha parlato della "scintilla di speranza" per Gaza e della guerra che continua a insanguinare l'Ucraina, per poi affrontare temi di più ampia portata come la crisi del multilateralismo, le disuguaglianze che crescono in molte parti del mondo e i valori della democrazia. Il presidente ha lanciato un monito chiaro contro gli oligarchi, affermando con decisione che "la pace non si fa con la forza", un concetto che ha trovato un'eco rispettosa nelle parole del Pontefice, il quale, pur senza scendere in dettagli operativi, ha a sua volta rilanciato un appello sui migranti e sul valore della vita.

Il rigido protocollo e un anticipo che ha fatto storia

L'evento, che forse segna la prima volta nella storia in cui un Papa giunge in visita al Quirinale con così largo anticipo, si è svolto nonostante questo imprevisto all'insegna di un protocollo rigidissimo, concordato nei minimi particolari dai rispettivi staff e che è stato rispettato in ogni suo passaggio, dall'ingresso con i corazzieri agli onori riservati all'ospite. Un'accoglienza, quella di Mattarella, che ha bilanciato la formalità delle istituzioni con la calorosità di un incontro carico di significati, sia per la storia recente, con il ricordo di un precedente pontefice che aveva rievocato le pagine "tristi" della questione romana, sia per le sfide del presente, che entrambi gli interlocutori hanno riconosciuto come urgenti e complesse.

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