Asl1 Imperia corre ai ripari dopo lo stop ai medici gettonisti: tra reclutamenti esterni e "prestiti" interaziendali

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Entro novembre, la Asl1 Imperia dovrà fare a meno dei medici gettonisti che oggi garantiscono, attraverso sette contratti con cooperative private, ben 733 turni mensili da 12 ore ciascuno. Un sistema che, sebbene criticato, finora ha tenuto in piedi i reparti più critici, dai pronto soccorso alle terapie intensive, e la cui eliminazione rischia di lasciare un vuoto difficile da colmare.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto sulla questione, ha promesso fondi straordinari per nuove assunzioni, sottolineando come lo stop ai contratti a gettone sia solo il primo passo verso un rafforzamento organico del personale. "Troveremo risorse per assumere medici e infermieri", ha dichiarato, anticipando un confronto con il ministero dell’Economia. Tuttavia, il nodo resta l’immediata copertura dei turni: senza i gettonisti, già da settimane gli ospedali segnalano carenze insostenibili, soprattutto nelle aree più disagiate.

Confcooperative Sanità, dal canto suo, invita a non fare di tutta l’erba un fascio. "Equiparare le cooperative al sistema dei gettonisti è fuorviante", precisa l’organizzazione, evidenziando come il settore coinvolga realtà giuridiche e operative molto diverse. "Semplificare il dibattito rischia di oscurare le responsabilità specifiche di ciascun attore", aggiunge, in un chiaro riferimento alle polemiche sugli appalti nella sanità.

Intanto, la Asl1 sta valutando soluzioni alternative, dal reclutamento diretto di specialisti fino ai "prestiti" di personale da altre aziende sanitarie. Una corsa contro il tempo, considerando che i contratti in scadenza coprono quasi un terzo dei turni mensili. Se da un lato l’obiettivo è ridurre la dipendenza dal privato, dall’altro è inevitabile chiedersi come verranno gestite le prossime settimane, quando l’emergenza – già palpabile – potrebbe diventare insormontabile.

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