Napoli spezza il tabù ai rigori, Conte nella storia di Coppa Italia
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Redazione Sport
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Una lunga e tesa partita a scacchi, risolta soltanto dalla più spietata delle lotterie, ha regalato al Napoli, dopo un digiuno che durava da cinque stagioni, il passaggio ai quarti di finale della Coppa Italia. Al "Maradona", gremito come non mai per un ottavo di finale, sono occorsi addirittura venti calci dal dischetto per decretare il vincitore dell'epico duello con il Cagliari, una maratona conclusasi solo con il penalty decisivo trasformato dal difensore Alessandro Buongiorno. La notte, che per larga parte aveva visto le seconde linee azzurre faticare non poco contro la compatta squadra sarda, si è così chiusa con un sospiro di sollievo, spezzando una maledizione che pesava sul club da tempo e regalando ulteriore entusiasmo in vista del prossimo, decisivo impegno di campionato.
L'analisi arbitrale e gli episodi chiave
La direzione di gara di Juan Luca Sacchi, stando a quanto analizzato dalla moviola, non avrebbe presentato errori macroscopici nelle decisioni più rilevanti, come la convalida delle reti in rete di Lorenzo Lucca e di Giovanni Esposito. La lettura del designatore arbitrale, tuttavia, non ha mancato di sottolineare una certa permissività, soprattutto nella gestione dei falli tattici: uno su tutti, l'intervento di Antoine Obert su Matteo Politano, giudicato chiaramente ammonibile ma che non è valso al calciatore del Cagliari neppure il cartellino giallo. Una condotta, quella dell'arbitro, definita sostanzialmente tranquilla ma forse troppo incline a "lasciar correre", in un match che ha comunque vissuto la sua svolta soltanto dopo i novanta minuti regolamentari.
La differenza è stata tra i pali
Se la partita è finita ai calci di rigore, a decidere le sorti del biglietto per i quarti sono stati inevitabilmente i portieri. In questa sfida particolare, a emergere è stato Vanja Milinkovic-Savic, autore di una prestazione solida e decisiva proprio dalla trequarti. Il estremo difensore azzurro, oltre a parare il tentativo decisivo di Zito Luvumbo, ha avuto la freddezza – non comune per un uomo tra i pali – di calciare e segnare il proprio rigore, contribuendo attivamente al successo finale della sua squadra. Dall'altra parte, seppur a testa alta, il Cagliari di Fabio Pisacane ha dovuto arrendersi, lasciando il campo tra gli applausi di un pubblico che ne ha apprezzato la tenacia e lo stato di forma in netta ascesa, nonostante l'amaro epilogo.
Le parole di Conte e il futuro
Sul successo, di cui si è detto molto per la modalità, ha pesato l'ombra del tabù infranto, un'ossessione che Antonio Conte ha spazzato via già al suo primo tentativo in questa competizione. Il tecnico, anche in una condizione di grande emergenza e impiegando numerosi titolari di secondo piano, ha centrato l'obiettivo, continuando a instillare fiducia nel gruppo. Proprio Conte, commentando la serata, non ha mancato di lanciare un'occhiata al futuro e al costante processo di miglioramento, come quando ha sottolineato, a proposito della rete di Lucca, che il giovane attaccante "deve migliorare" nonostante il gol. Un segnale di come, per lo staff, la vittoria sia un passo necessario ma non un punto di arrivo, in una settimana che ora si concentra su impegni ben più gravosi.




