Il gioielliere Mario Roggero condannato a 14 anni: «Ho agito per difendere mia moglie»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la condanna per Mario Roggero, il gioielliere che, nel corso di una rapina avvenuta nel 2021 a Grinzane Cavour, uccise due dei malviventi e ne ferì un terzo. La pena, tuttavia, è stata ridotta rispetto al primo grado, scendendo a 14 anni e 9 mesi di reclusione, dopo che il tribunale aveva inizialmente inflitto una condanna a 17 anni. Il fatto, che aveva suscitato un ampio dibattito pubblico sulla legittima difesa, si consumò in pochi minuti concitati all’esterno della sua attività, quando i rapinatori, dopo aver tenuto in ostaggio la moglie all’interno del negozio, erano già fuggiti con il bottino e si stavano allontanando a bordo di un’auto. La dinamica, ricostruita in sede processuale, indica che l’uomo sparò diversi colpi di pistola contro il veicolo in movimento, colpendo a morte due degli occupanti e ferendone un altro, il quale sopravvisse all’agguato.

Le dichiarazioni in aula del gioielliere

Nel corso dell’udienza, prima che i giudici si ritirassero per deliberare, Mario Roggero ha tenuto una lunga dichiarazione spontanea, della durata di circa mezz’ora, davanti alla corte. «Ho agito per legittima difesa», ha affermato con voce ferma l’uomo, il quale, nel fornire la propria versione dei fatti, ha ribadito più volte di aver voluto soltanto proteggere la propria famiglia da un pericolo imminente e concretissimo. La moglie, infatti, era stata minacciata e tenuta sotto sequestro per diversi minuti all’interno della gioielleria, un’esperienza che, com’è facile comprendere, lasciò entrambi in uno stato di profondo shock e terrore. Le sue parole, se da una parte non hanno modificato l’impianto accusatorio fondato su un eccesso colposo nella reazione, hanno offerto alla corte una chiave di lettura soggettiva e umana della tragedia, quella di un uomo che si è sentito costretto a fare ricorso alle armi per mettere in salvo se stesso e la persona a lui più cara.

La lettura giuridica dei fatti

La riduzione della pena, seppur significativa, non intacca il principio giuridico su cui si è basata l’intera vicenda processuale, ossia la valutazione di una sproporzione tra l’offesa e la reazione. I giudici, sia in primo grado che in appello, hanno ritenuto che il pericolo, in quel preciso momento, non fosse più così attuale e incombente da giustificare l’uso letale della forza, dato che gli aggressori erano ormai in fuga e non costituivano più una minaccia diretta per l’incolumità delle persone all’interno del negozio. La legittima difesa, pertanto, non è stata riconosciuta, configurandosi piuttosto il reato di eccesso colposo nell’uso delle armi. La sentenza, di conseguenza, traccia una linea netta – che alcuni considerano troppo rigida e distante dalla percezione comune – tra il diritto alla difesa dei propri beni e delle persone care e i limiti che l’ordinamento impone all’esercizio di tale diritto, specialmente quando la situazione di pericolo si è già esaurita.

Gli sviluppi della vicenda giudiziaria

Con la pronuncia della Corte d’Assise d’Appello, il percorso giudiziario non si conclude definitivamente, rimanendo aperta la possibilità per la difesa di proporre un ricorso in Cassazione. La vicenda, che ha visto la morte di due uomini e la condanna di un terzo, continua a sollevare interrogativi complessi sul confine, spesso labile e dolorosamente interpretabile, tra vittima e carnefice in contesti di violenza improvvisa. Senza voler anticipare sviluppi futuri, è evidente come il caso abbia toccato nervi scoperti del dibattito sulla sicurezza e sulla tutela della proprietà privata, temi che periodicamente tornano alla ribalta della cronaca nera e del confronto politico. La sentenza di Torino, in ogni caso, scrive un nuovo capitolo in una storia che ha diviso l’opinione pubblica, lasciando sullo sfondo il dramma umano di tutte le parti coinvolte.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.