Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che uccise due rapinatori: attesa la sentenza

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che uccise due rapinatori: attesa la sentenza
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si attende per il pomeriggio di oggi, 15 luglio, la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che ha segnato il confine tra la legittima difesa e la vendetta.

Dopo un iter giudiziario durato cinque anni, la Suprema Corte è chiamata a pronunciarsi in via definitiva sulla condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione inflitta all'uomo in secondo grado per il duplice omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante un assalto al suo negozio, avvenuto il 28 aprile del 2021.

La Procura generale della Cassazione ha chiesto che la pena venga confermata, respingendo i 17 motivi di ricorso presentati dalla difesa dell'imputato, che da sempre sostiene di aver agito per proteggere la propria famiglia.

L'ultimo appello social del 72enne: "Questa attesa ci sta logorando"

Alla vigilia del verdetto che deciderà il suo destino, Mario Roggero, che oggi ha 72 anni, ha scelto di rivolgersi ai suoi sostenitori attraverso un video pubblicato sul suo profilo Facebook. Apparso visibilmente provato, il gioielliere ha espresso tutto il peso dell'attesa che lo ha accompagnato in questi anni, definendola un logorio insopportabile.

"Questa attesa ci sta logorando, non ne possiamo più", ha affermato nel filmato, aggiungendo che lui e la sua famiglia hanno sopportato per anni un supplizio che non avevano chiesto. Rivolgendosi a quanti gli hanno manifestato vicinanza in questo lungo periodo, Roggero ha concluso con un'appello sentito: se si vuole fare ancora qualcosa, ha detto, si chiede una preghiera.

La dinamica della rapina e la tesi della legittima difesa

La vicenda che ha portato Roggero davanti ai giudici ha inizio il 28 aprile 2021, quando tre rapinatori fecero irruzione nella sua gioielleria di Gallo di Grinzane. Armati di un coltello e di una pistola che si sarebbe poi rivelata un giocattolo, i malviventi presero in ostaggio la moglie e la figlia del titolare, che si trovavano nel negozio, minacciandoli e immobilizzandoli per farsi consegnare monili e denaro.

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle immagini di sorveglianza, Roggero inseguì i banditi mentre questi tentavano di fuggire all'esterno del locale, estraendo un revolver che teneva nascosto sotto il registratore di cassa. Esplose in rapida successione diversi colpi, uccidendo Giuseppe Mazzarino, 68 anni, di Torino, e Andrea Spinelli, 44 anni, di Bra, e ferendo alla gamba il terzo rapinatore, Alessandro Modica, che riuscì a fuggire per essere poi arrestato poche ore dopo.

La posizione della Cassazione e le sentenze di primo e secondo grado

La difesa di Roggero si è sempre basata sulla scriminante della legittima difesa, sostenendo che l'uomo abbia agito per salvare sé stesso e i suoi cari, temendo che i rapinatori, sapendo di essere stati visti, potessero tornare per ucciderli. Tuttavia, questa tesi non ha trovato riscontro nei giudici di primo e secondo grado.

La Corte d'assise di Asti lo condannò inizialmente a 17 anni di reclusione, mentre la Corte d'assise d'appello di Torino, nel dicembre scorso, ha ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, escludendo la sussistenza dei presupposti della legittima difesa. La motivazione dei giudici, che ora la Cassazione è chiamata a vagliare, si basa sulla ricostruzione secondo cui Roggero avrebbe sparato quando il pericolo non era più attuale, poiché i rapinatori erano già in fase di allontanamento e la sua reazione sarebbe stata sproporzionata.

Il sostegno politico e i presidi di solidarietà

Il caso di Mario Roggero ha da subito acceso un acceso dibattito politico e mediatico, catalizzando l'attenzione di diverse figure pubbliche che si sono schierate al suo fianco. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha più volte ribadito la sua solidarietà, sostenendo che la difesa è sempre legittima.

Alla vigilia della sentenza, anche il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è intervenuto per esprimere vicinanza al gioielliere, sottolineando la causa scatenante dell'intera vicenda in un post e durante un sit-in di militanti del suo movimento. Non sono passate inosservate, inoltre, le magliette con la scritta "Siamo tutti Roggero" indossate dal generale Vannacci e dal conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani durante un evento di solidarietà organizzato a Vicenza lo scorso giugno.

I risarcimenti e le spese legali

Oltre alla pena detentiva, Roggero deve fare i conti con le pesanti conseguenze economiche della vicenda. I giudici hanno riconosciuto una provvisionale di 780 mila euro ai familiari delle vittime, una cifra che il gioielliere ha già iniziato a saldare. Per far fronte a questo onere e alle ingenti spese legali sostenute in questi cinque anni di processo, Roggero ha venduto alcuni immobili e ha attivato una raccolta fondi online, sollecitando più volte i suoi sostenitori a contribuire.

In un video pubblicato nei giorni scorsi, l'uomo aveva parlato delle "grandi difficoltà" economiche che sta affrontando a causa del processo, un ulteriore motivo che rendeva l'attesa del verdetto ancora più angosciante per lui e la sua famiglia.

L'attesa per il verdetto finale

Ora la parola spetta ai giudici della Corte di Cassazione, chiamati a sciogliere il nodo giuridico più complesso del caso: stabilire se gli spari esplosi da Roggero configurino un omicidio volontario o un eccesso colposo di legittima difesa alla luce della riforma introdotta nel 2019. La discussione del ricorso si è conclusa in mattinata e il dispositivo della sentenza è atteso nel corso del pomeriggio.

Mentre all'interno del Palazzo di Giustizia si svolgeva l'udienza, all'esterno si è tenuto un presidio dei sostenitori del gioielliere, a testimonianza di quanto la vicenda abbia diviso l'opinione pubblica sull'interpretazione del diritto di difendersi.

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