Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per l'omicidio dei rapinatori, deve versare 780mila euro di danni
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Redazione Interno
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La vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di 71 anni che nel suo negozio di Grinzane Cavour reagì a una rapina uccidendone due autori e ferendone un terzo, registra un nuovo, onerosissimo sviluppo sul fronte dei risarcimenti. Mentre la pena di 14 anni e 9 mesi inflittagli in Appello a dicembre attende i futuri gradi di giudizio, le conseguenze patrimoniali del fatto si fanno già concrete e gravose. Il tribunale, infatti, ha accordato alle parti civili — costituitesi in numero di quindici tra familiari delle vittime e il rapinatore sopravvissuto — una provvisionale esecutiva immediata, fissata in 780mila euro, alla quale vanno ad aggiungersi le spese legali, quantificate in ulteriori decine di migliaia di euro.
Un pignoramento già esecutivo e l'ombra di un fallimento
Quella somma, nonostante l'appello sulla condanna penale sia ancora in corso, ha già prodotto effetti tangibili sull'assetto patrimoniale dell'uomo. Per garantirne il recupero, come riportato da alcune testate, sono stati infatti pignorati due immobili di proprietà del gioielliere, un passo che rischia di comprometterne irrimediabilmente la stabilità economica e che potrebbe preludere, secondo alcune ricostruzioni, a una dichiarazione di fallimento. Una situazione che appare ancor più paradossale se paragonata a casi di vittime di eventi bellici o terroristici, come quello citato di una convivente, non legalmente sposata, di un militare deceduto nell'attentato di Nassiriya del 2003, la quale non ottenne alcun indennizzo.
La raccolta fondi e lo scenario dei risarcimenti definitivi
Per far fronte a questa emergenza finanziaria, è stata recentemente lanciata una sottoscrizione pubblica volta a sostenere le spese legali e i primi obblighi risarcitori. L'entità complessiva delle richieste di danno civile, che verranno discusse in un separato giudizio, è stimata in cifre assai rilevanti: secondo alcune fonti, il totale potrebbe aggirarsi intorno ai tre milioni di euro. Tra le voci più consistenti vi sono quelle avanzate per il danno biologico dal rapinatore superstite, che riportò invalidità permanenti, e quelle per la perdita dei familiari deceduti durante l'azione criminale.
Il dibattito sul confine tra legittima difesa e eccesso colposo
La sentenza d'appello, confermando in sostanza la condanna di primo grado per eccesso colposo nella legittima difesa, ha stabilito che la reazione di Roggero superò i limiti della necessità contingente. I giudici, pur riconoscendo lo stato di grave minaccia in cui versava, hanno ritenuto che le numerose scariche esplose — alcune delle quali alle spalle dei malviventi in fuga — configurassero una responsabilità penale. È su questo delicato bilanciamento, tra il diritto inviolabile alla difesa della propria incolumità e dei propri beni e il principio di proporzionalità della reazione, che si è imperniato l'intero processo, lasciando ora l'imputato a confrontarsi con un esito che ne segna profondamente il futuro, sia in termini di libertà personale che di prospettive economiche.




