La Bmw Z4 dice addio, si chiude un'era per le roadster
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Con la presentazione della Z4 Final Edition, una serie limitata che prenderà la strada a partire dal prossimo gennaio, la casa bavarese sancisce la fine della produzione non solo di questo modello, arrivato ormai al termine del suo ciclo vitale dopo ventitré anni, ma di ogni spider nel suo listino. Una decisione che, di fatto, interrompe una tradizione iniziata nel lontano 1988 con la progenitrice Z1, proseguita poi con la celebre Z3 e giunta fino all’attuale generazione. Una scelta, questa, che non sorprende del tutto se si osserva il panorama automobilistico globale, nel quale molti altri costruttori hanno già compiuto passi analoghi, riducendo drasticamente – quando non azzerando – l’offerta di vetture scoperte a due posti. L’occasione per accaparrarsi uno di questi ultimi esemplari, destinati con ogni probabilità a diventare nel tempo oggetti ricercati dai collezionisti, diventa quindi il pretesto per riflettere su una nicchia di mercato che, rispetto ai fasti degli anni Novanta, appare oggi spaventosamente ridotta, quasi deserta, dopo le numerose defezioni che hanno interessato modelli storici nel corso degli ultimi cinque anni.
Il sogno "raggiungibile" che chiude i battenti
La roadster Z4, per anni, ha rappresentato per una vasta fascia di appassionati italiani il sogno sportivo "raggiungibile". Con il suo abitacolo a due posti secchi, il lungo cofano, la trazione posteriore e un fascino dichiaratamente esibizionista, sembrava rubare carattere e aura a marchi ben più blasonati e costosi. Il suo prezzo di listino, seppur non popolare, manteneva infatti una distanza siderale dalle cifre richieste per le supercar da appendere in cameretta, configurandosi come la via d’accesso più credibile a una certa idea di guida emozionale e aperta all’aria. Un’aura speciale, che in molti le hanno riconosciuto, l’ha accompagnata fino all’ultimo, trasformando il suo annunciato ritiro in una sorta di commiato da un’epoca. La produzione, come anticipato, cesserà definitivamente nel marzo del 2026, ma l’ultimo atto è affidato proprio alla Final Edition, che verrà proposta a partire da ottantamila euro.
Gli elementi distintivi dell'ultima edizione
A caratterizzare in maniera inequivocabile la Z4 Final Edition è, prima di ogni altra cosa, la tinta Frozen Matt Black, riservata a questa serie e abbinata a finiture esterne della linea M High-gloss Shadowline, le quali contribuiscono a sottolineare ulteriormente l’impatto visivo dell’automobile. Non mancano, ovviamente, elementi che rimarcano la sua natura sportiva: l’impianto frenante M Sport, ad esempio, monta pinze verniciate in High-gloss Red, un tocco di colore che contrasta con la tonalità opaca della carrozzeria. Questi contenuti, insieme ad altri dettagli tecnici e estetici, mirano a conferire all’ultima versione un carattere distintivo e commemorativo, sigillando così la storia della roadster tedesca di terza generazione.
Una tendenza che ridisegna il mercato
La scelta della Bmw si inserisce in un trend di più ampio respiro, che vede le convertibili a due posti diventare sempre più rare nei listini delle case automobilistiche. Le ragioni sono molteplici, spaziando dai costi di sviluppo e omologazione, sempre più onerosi, alle mutate preferenze dei clienti, orientati verso tipologie di vetture diverse, come i Suv o le vetture completamente elettriche. La progressiva scomparsa di queste automobili, che univano alla semplicità meccanica il piacere di una guida in piena sintonia con l’ambiente, rappresenta quindi un cambiamento significativo nel settore. Di esse, ormai, ne sono rimaste veramente poche, a testimonianza di come un intero filone dell’automobilismo sportivo, un tempo fiorente, si stia avviando verso un inevitabile e silenzioso tramonto.




