Addio alla BMW Z4, la roadster che ha fatto sognare
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il puro piacere di guida, che da sempre costituisce un pilastro fondante del marchio BMW, trova nella Z4 una delle sue espressioni più emblematiche e sincere. Questa roadster, autentico concentrato di dinamismo e libertà, ha saputo conquistare gli appassionati fin dal lontano 2002, quando la prima generazione fece la sua comparsa, proponendo una formula vincente basata su un design inconfondibile e un’esperienza di guida volutamente purista. Un’eredità, quella delle spider a due posti, che la casa bavarese ha coltivato con modelli entrati nella leggenda, come la 328 Roadster del 1936 – autentico capolavoro di ingegneria e stile che collezionò oltre duecento successi in pista, compresa una mitica Mille Miglia – o la rarissima e magnifica 507, disegnata da Albrecht von Goertz.
La produzione cesserà nel 2026
La parabola di questa amatissima vettura, tuttavia, è destinata a concludersi: l’ultimo esemplare di BMW Z4 uscirà infatti dalla linea di montaggio nel marzo del 2026. Prodotta insieme alla sua gemella Toyota Supra nello stabilimento austriaco della Magna Steyr a partire dal 2018, la roadster non avrà, almeno per il momento, un erede diretto. Una decisione che interrompe una genealogia apprezzatissima, iniziata in realtà con la Z3 nel 1995, e che priva il mercato di una delle poche spider ancora accessibili, sebbene sempre all’interno degli standard del brand tedesco.
Un commiato in bellezza con la Final Edition
Per salutare degnamente un’icona, la casa di Monaco ha preparato una "Final Edition", un’interpretazione esclusiva che rappresenta un commiato all’insegna dei fuochi d’artificio. Questo modello speciale, che incarna l’essenza stessa del divertimento al volante, si propone come l’ultimo, sognante capitolo di una storia fatta di emozioni. Il mercato automobilistico, del resto, impone scelte spesso difficili, costringendo i costruttori ad adeguarsi alle evoluzioni della società e alle nuove richieste della clientela, anche quando questo significa dover abbandonare modelli che hanno regalato immense soddisfazioni.
Il futuro di un mito aperto
L’assenza di piani ufficiali per una nuova generazione lascia quindi un vuoto in un segmento che la Z4 aveva contribuito a tenere vivo con la sua proposta equilibrata e appassionante. Se ne va così non solo un’automobile, ma un pezzo di storia della mobilità spensierata, un simbolo di quelle guiderie che, pur nella loro semplicità concettuale, riescono a trasmettere sensazioni uniche. Rimane la consapevolezza che, per un costruttore, guardare avanti è una necessità imprescindibile, talvolta più forte della stessa nostalgia.




