Addio ad Antonio Lo Giudice, la voce che fece sognare Messina

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È morto Antonio Lo Giudice. Il noto dj e conduttore radiofonico, figura cardine delle radio libere messinesi, si è spento nella mattinata di oggi, 14 luglio 2026, nella sua abitazione di Capo d'Orlando. A dare l'allarme sono stati i vicini, insospettiti dal fatto che non rispondesse ai colpi e dal rumore della televisione accesa, che continuava a trasmettere cartoni animati. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che, entrati dall'abitazione, hanno rinvenuto il corpo senza vita. Aveva 75 anni.

Un divo della radiofonia

Antonio Lo Giudice è stato un pioniere e un protagonista assoluto di quella straordinaria stagione delle radio libere che, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, rivoluzionò il panorama della comunicazione in Italia. La sua voce divenne un simbolo per la città di Messina e per l'intera area dello Stretto, grazie al suo stile inconfondibile e alla capacità di coinvolgere un pubblico enorme, che all'epoca raggiunse picchi di ascolto stimati tra le 50.000 e le 70.000 persone al giorno.

Antenna dello Stretto e Jumbo Sound

Il suo nome è legato indissolubilmente a quello di Antenna dello Stretto, l'emittente che lo consacrò come una vera e propria star. Qui conduceva "Jumbo Sound", un programma pomeridiano in onda tra le 13:30 e le 15:00 che divenne un appuntamento irrinunciabile per migliaia di ascoltatori. La sua conduzione era trascinante; portava l'energia e l'atmosfera delle discoteche, da cui proveniva, direttamente in radio.

Un "fiume di parole sopra il ritmo della musica", capace di coprire i passaggi tra un disco e l'altro in un'epoca in cui i giradischi non avevano ancora il variatore di velocità, rafforzando così il ritmo e dando continuità all'intrattenimento. Il telefono iniziava a squillare fin dal mattino per prenotare una dedica, tanto che l'editore fu costretto ad attivare tre linee dedicate e ad assumere due persone per gestire le richieste, un fenomeno di massa che non ha avuto eguali.

L'auto-caccia al tesoro

Tra le sue invenzioni più celebri, vi fu l'auto-caccia al tesoro, un evento che ha segnato un'epoca e che contribuì a creare un mito attorno alla sua figura. Strutturata come un vero e proprio rally, l'iniziativa segnava il passaggio tra le vacanze estive e il ritorno a scuola, regalando settembri indimenticabili. Centinaia di auto con a bordo altrettanti ragazzi e ragazze si sparpagliavano per la città seguendo le istruzioni diramate via radio.

Le informazioni si scambiavano con walkie-talkie o con le soste ai telefoni a gettone, in una caccia al tesoro che coinvolgeva l'intera comunità, rendendo Lo Giudice un personaggio di culto.

Un'eredità ineguagliabile

Al di là di Antenna dello Stretto, la sua carriera lo vide protagonista su molte altre emittenti, tra cui Messina 1 Special, Messina International, Rtp e, in tempi più recenti, Radio Blinko Blanko. Era iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Il suo sodalizio artistico con "Zeppe", il celebre attore e comico messinese scomparso nel 2019, con cui realizzava gag e momenti di cabaret molto amati, è rimasto nella memoria collettiva. La sua popolarità era tale da essere considerato un vero e proprio caso di divismo locale.

Lo scorso anno, la sua storia è stata raccontata nel documentario "La rivoluzione in Fm. La storia della radio a Messina", a testimonianza del segno indelebile che ha lasciato nella storia culturale della città.

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