La Via Appia entra nel patrimonio Unesco, ma alcune sezioni restano escluse
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Redazione Interno
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La celebre Via Appia, conosciuta come la Regina Viarum, è stata recentemente inclusa nella lista dei siti patrimonio mondiale dell'Unesco. Tuttavia, una parte significativa del tracciato della storica strada romana, che si estende tra i Colli Albani e la provincia di Latina, è stata esclusa dalla certificazione.
Esclusione di alcune sezioni
L'Icomos, il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, ha deciso di eliminare tre parti dal tracciato. Queste includono la sezione dal XIX al XXIV miglio che attraversa i comuni di Genzano, Nemi, Lanuvio e Velletri; la sezione nella Pianura Pontina con diramazione per Norba (Comuni di Cisterna di Latina, Latina, Norma, Sermoneta, Sezze, Pontinia); e infine il “tratturo tarantino” tra le province di Bari, Matera e Taranto, con i Comuni di Altamura, Sant’Eramo in Colle, Matera, Laterza e Castellaneta.
Reazioni locali all'inclusione dell'Appia
Il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, ha accolto con entusiasmo l'inclusione dell'Appia nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Ha sottolineato l'importanza di questo riconoscimento per l'Italia in generale e per il suo territorio in particolare, dato che la Via Appia attraversa la Valle Caudina.
Oltre il riconoscimento: la necessità di un accordo
Nonostante l'entusiasmo per l'inclusione della Via Appia nella lista Unesco, è importante non considerare questo riconoscimento come un punto di arrivo. Infatti, la vera sfida per la Regina Viarum sarà trovare un accordo e coordinarsi con tutte le realtà coinvolte e il governo. In caso contrario, il riconoscimento potrebbe non portare ai benefici sperati.
Benevento e la missione Via Appia
Dopo l'annuncio dell'inclusione della Via Appia nella lista Unesco, è già tempo per Benevento di iniziare l'operazione decoro. I luoghi attraversati dalla Via Appia, come l'Arco di Traiano, si aggiungono a Santa Sofia dopo l'annuncio giunto sabato da Nuova Delhi. Questo ha permesso a Benevento di entrare per la seconda volta nella World Heritage List, raddoppiando le cosiddette buffer zone e aumentando le responsabilità legate all'elevato standard qualitativo da mantenere nei pressi dei due gioielli proclamati patrimonio mondiale dell'Umanità.




